Il sito di Borgo Montello che ospita le discariche di Ecoambiente e Indeco sarebbe finalmente «guarito» dalla situazione di inquinamento che dieci anni fa aveva portato alla redazione del progetto di bonifica approvato.
La notizia arriva da una relazione di commento degli esiti analitici del campionamento in contraddittorio delle acque sotterranee che si trovano sotto il sito di Borgo Montello, campionamento effettuato da Arpa Lazio nello scorso mese diu febbraio e i cui risultati sono stati trasmessi alla società Ecoambiente all'inizio di maggio. A indurre i tecnici dell'Arpa a ritenere necessari ulteriori campionamenti erano stati i risultati del collaudo delle operazioni di bonifica e messa in sicurezza del sito, collaudo secondo il quale le attività condotte da Ecoambiente per la bonifica e la messa in sicurezza del sito risultano eseguite correttamente e sarebbero stati raggiunti gli obiettivi di bonifica, tanto che dal mese di marzo 2019 è stata misurata la scomparsa degli inquinanti organici a suo tempo rilevati nel sottosuolo del sito.

Prendendo atto di quelle conclusioni, Arpa Lazio aveva ravvisato lì'opportunità di ulteriori approfondimenti, e nel gennaio 20920 aveva predisposto un piano di campionamento individuando sedici punti di prelievo, otto nell'area di pertinenza di Ecoambiente e otto in quella di pertinenza di Ind.Eco.. Secondo il professor Umberto Belluco dell'Università di Padova, affiancato dal geologo Pasquale Manara e dal chimico Gabriella Jaforte, le concentrazioni di sostanze rinvenute da Arpa Lazio, con valori accertati in misura irrilevante rispetto alla soglia di rischio sanitario, rappresentano una traccia della pregressa contaminazione del sito nell'area sottoposta a bonifica da Ecoambiente. «Il polder, realizzato a protezione degli invasi S1, S2 e S3, - secondo i tecnici di parte - continua a svolgere la funzione di cinturazione impermeabile degli invasi e i piezometri che si trovano tutto intorno non manifestano alcuna contaminazione.

Il sito non è contaminato rispetto alla situazione che aveva portato alla redazione del progett odi bonifica. Le rilevate concentrazioni di metalli (ferro, arsenico e manganese) rilevate nel sito sono compatibili con le condizioni geologiche, idrogeologiche e antropiche del contesto territoriale. I nuovi composti rinvenuti in concentrazioni superiori alla norma, sono presenti esclusivamente in un piezometro che si trova a monte della discarica, e dunque i superamenti non sono in alcun modo imputabili alla presenza delle discariche».
La relazione di Ecoambiente, attestando che le operazioni di bonifica intraprese a partire dal 2010 hanno sortito gli effetti sperati, apre una nuova fase amministrativa per il futuro del sito e potrebbe costituire il presupposto per il definitivo via libera alle autorizzazioni già concesse per lo stoccaggio della quota residua di inerti ancora conferibili in via Monfalcone.