Il caso
07.06.2020 - 09:30
Sul fronte penale, per il reato di atti sessuali con minorenne (una ragazzina di Pontinia oggi maggiorenne), aveva patteggiato a una pena di due anni. Dopodiché, sempre in ambito giudiziario, si è aperto un altro fronte: quello civilistico per il risarcimento del danno.
Successivamente, i genitori della ragazza, assistiti dall'avvocato Maria Rita D'Alessio, hanno deciso di rivolgersi al Tribunale di Latina per chiedere la condanna del convenuto al risarcimento del danno. Con la sentenza depositata venerdì, il giudice Roberto Galasso ha riconosciuto loro un risarcimento del danno pari a 50mila euro. Questo perché è stato riscontrato un danno consistito nella lesione di alcuni diritti fondamentali tutelati dalla legge, tra cui la libertà sessuale e la dignità della parte attrice. Nelle motivazioni si tiene conto anche del luogo in cui è cominciata la condotta del convenuto, che – si legge in sentenza - «ha operato inizialmente in un contesto parrocchiale di massimo affidamento in cui la minore avrebbe dovuto essere protetta e tutelata».
Il giudice, come accennato, ha anche dichiarato l'inefficacia dell'atto con il quale il convenuto aveva trasferito al figlio una proprietà immobiliare, in quanto è stato compiuto in un'epoca successiva rispetto al sorgere del credito della parte attrice.
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