L'impianto accusatorio ha retto fino a questo momento praticamente in blocco, salvo una posizione.  Ha lasciato il carcere e ha ottenuto gli obblighi di dimora nel comune di Cisterna, Emiliano Valenti, arrestato nell'ambito dell'operazione Bellavista condotta nei giorni scorsi dagli agenti della Squadra Mobile di Latina che aveva portato alla scoperta di un giro di sostanze stupefacenti e in particolare di cocaina nel capoluogo pontino. Per Valenti, difeso dall'avvocato Oreste Palmieri che aveva impugnato il provvedimento restrittivo, i giudici del Tribunale del Riesame hanno riformato l'ordinanza di custodia cautelare e l'uomo ha lasciato il carcere.

Resta inalterato invece il quadro per Nazzareno Di Giorgio, 50 anni, di Latina e per gli altri indagati che avevano presentato ricorso al Tribunale del Riesame avverso la misura firmata dal giudice Giuseppe Cario su richiesta della Procura. Si conoscerà nei prossimi giorni la decisione anche per Giovanni Cambria, quando sarà discusso il suo ricorso sempre al Tribunale del Riesame. Nell'operazione Bellavista, nata dopo l'esplosione dell'auto di uno degli indagati, Marco Costanzo, gli investigatori hanno contestato diversi episodi di cessione di sostanze stupefacenti. Al vertice, sempre secondo l'impianto accusatorio c'era proprio Di Giorgio che in sede di interrogatorio di garanzia davanti al gip si era avvalso della facoltà di non rispondere. Aveva risposto invece Giovanni Cambria, originario della Sicilia, residente nel capoluogo pontino, anche lui arrestato ma non per gli episodi di spaccio ma perché secondo il castello accusatorio è ritenuto l'autore dell'esplosione dell'auto di Costanzo arrestato anche lui per spaccio sempre in questa operazione e considerato dagli inquirenti, un uomo ritenuto molto vicino a Di Giorgio.