Si chiude con un rigetto di tutte le eccezioni il braccio di ferro sul concorsone per l'assunzione di 61 agenti della polizia municipale per i Comuni di Latina e Pozzuoli con graduatoria unica. Le due amministrazioni avevano indetto il bando a luglio 2019 ma l'esito della prova scritta è stato subito impugnato da alcuni candidati davanti al Tribunale amministrativo che due giorni fa ha pubblicato la sentenza con la quale respinge tutte le eccezioni di legittimità dando il via libera, nei fatti, alla prosecuzione della selezione e dunque alla redazione della graduatoria unica dalla quale sia il Comune di Latina che quello di Pozzuoli potranno attingere personale da destinare alla polizia locale.

Molto gravi le contestazioni fatte nel ricorso, in specie era stata chiesta la sospensione dell'efficacia della selezione e delle graduatorie nominative per la «violazione dei principi dell'anonimato delle prove, di uguaglianza, buon andamento, trasparenza ed imparzialità dell'azione amministrativa», in quanto «dopo la consegna a ciascun partecipante alla prova preselettiva di una coppia di adesivi con i codici identificativi da apporre sul foglio... l'amministrazione non aveva posto in essere alcun accorgimento minimo per garantire la regolare ed univoca riconducibilità della prova al candidato».

Nel procedimento si sono costituiti in giudizio i due Comuni (Latina e Pozzuoli) oltre che il Ministero dell'Interno, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero delle Finanze e tutti hanno sostenuto che la procedura seguita, ossia quella della consegna dei codici a barre, non consentiva in alcun modo l'identificazione tra candidato e compito consegnato, garantendo così anonimato e imparzialità della Commissione nei giudizi finali.