Il piombo delle munizioni torna a essere utilizzato per regolare i conti, recapitare messaggi inappellabili. L'ultimo inquietante avvertimento si è consumato ieri notte in strada Macchiagrande, alle porte di Borgo Santa Maria, nella periferia di Latina, dove un ignoto attentatore ha esploso almeno due colpi di fucile contro la facciata di un'abitazione: è la casa dove abitava, fino a poco tempo fa, un trentacinquenne noto alle forze dell'ordine per questioni legate allo spaccio di stupefacenti.


In quell'abitazione sono rimasti a vivere i suoi familiari, ma gli investigatori sono convinti che sia proprio lui il destinatario dell'intimidazione. L'allarme è scattato solo ieri mattina, perché nel corso della notte gli inquilini della villetta avevano sentito un paio di spari, ma non avevano dato troppo peso alla cosa. Solo al risveglio avevano verificato che nel cortile c'erano tracce dei colpi d'arma da fuoco: a terra era rimasta parte del bossolo di una munizione per fucile da caccia, poi guardando meglio la parete esterna della casa avevano notato anche i segni lasciati nell'intonaco dai pallettoni. Tracce inequivocabili di ciò che era successo qualche ora prima: chi aveva esploso i colpi, lo aveva fatto per colpire la loro abitazione e probabilmente lo ha fatto restando a bordo strada, senza la necessità di varcare la recinzione.


Con i poliziotti della Squadra Volante che hanno provveduto a cristallizzare la scena, sono poi intervenuti gli investigatori della Squadra Mobile che si occupano dell'indagine del caso e gli specialisti della Polizia Scientifica, impegnati a loro volta nell'accurato sopralluogo alla ricerca delle tracce utili a ricostruire l'accaduto e individuare gli autori del gesto. Il sopralluogo ha permesso di appurare che è stato utilizzato un comune calibro 12 per l'attività venatoria. Com'è prevedibile in queste circostanze, non ci sono testimoni che abbiano visto gli attentatori, tantomeno il mezzo con il quale hanno raggiunto l'obiettivo della loro missione. Del resto l'esecutore materiale non può che avere avuto l'accortezza di aspettare il momento opportuno per agire, ovvero nel cuore della notte quando non passava nessuno. Per ora la ricostruzione dei fatti è affidata alla testimonianza di chi si trovava in casa in quel momento e sostiene di avere sentito distintamente due spari, oltre che al ritrovamento delle tracce.