Si fa sempre più grave, ora dopo ora, la situazione del campo rom di Castel Romano, al confine fra Roma e Pomezia. Ieri mattina, infatti, per il terzo giorno consecutivo è divampato un incendio che ha bruciato rifiuti e moduli abitativi, peraltro già devastati dal rogo del giorno prima.


Di conseguenza, sono intervenuti i vigili del fuoco del Distaccamento di Pomezia, che hanno provveduto per l'ennesima volta a sanare tutto. Il giorno prima, invece, le loro forze non erano bastate e sono stati costretti a intervenire anche i loro colleghi di Roma, varie squadre della protezione civile, la polizia locale di Roma Capitale, la polizia di Stato e altri soccorritori.
Una situazione d'emergenza, dunque, che ormai si è fatta ingestibile: proprio per questo - e anche per tutelare la salute dei nomadi che vivono all'interno del campo, oltre che dei residenti della zona e di quelli della città di Pomezia, territorialmente limitrofa al campo rom - sono intervenuti anche gli ispettori dell'Arpa Lazio e della Asl Roma 2, che hanno effettuato verifiche e inviato un fascicolo alla Procura della Repubblica della Capitale.


"Sono state effettuate delle ispezioni per alcune verifiche sulle condizioni del sito - hanno fatto sapere dalla Regione Lazio -. La Asl Roma 2 ha relazionato alla Procura della Repubblica. Già dai controlli effettuati in precedenza le condizioni igienico-ambientali sono state ritenute totalmente inadeguate a ospitare una comunità e tale esigenza è stata evidenziata all'amministrazione capitolina».
Insomma, condizioni di degrado estremo, aggravate dalla presenza di rifiuti - incendiati e non -, carcasse di auto, topi, animali selvatici, liquami stagnanti. Insomma, scene da favelas alle porte di Pomezia e di Roma.


«Roma, inferno nei campi rom, tra roghi tossici, auto rubate, criminalità e topi in mezzo ai bambini - è il commento del leader della Lega, Matteo Salvini -. Non si può continuare così, i cittadini meritano molto di meglio».
Intanto, dal Campidoglio hanno assicurato che le 30 persone rimaste senza container nell'area F del campo sono state assistite dal personale del Comune. Poi hanno parlato della chiusura definitiva dell'area: «Prosegue il percorso finalizzato al superamento e alla chiusura del campo di Castel Romano. Lo scorso febbraio è stato firmato il contratto con l'ente gestore che seguirà le attività e che ha già impostato e avviato le apposite azioni».