Tre consulenti finanziari di Latina avevano creato un sistema illecito che consentiva ai loro clienti, soprattutto piccoli e medi imprenditori, di aggirare il pagamento delle imposte, compensandole con l'emissione di fatture per operazioni inesistenti. In cambio, i tre registi di questa frode fiscale, si facevano pagare una percentuale sulle tasse risparmiate e non esitavano a estorcere il denaro, anche con la violenza, quando i clienti si rifiutavano di rispettare i patti. Una vera e propria associazione per delinquere smantellata ieri mattina dagli investigatori della Guardia di Finanza al termine di una complessa attività d'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Marco Giancristofaro, che ha portato, su mandato del giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario, agli arresti dei tre promotori dell'impresa criminale: in carcere sono finiti Raffaele Russo, napoletano di 44 anni trapiantato a Formia ma residente a Latina, e Matteo Riggi, 34enne residente a Terracina, mentre Marco Di Viccaro, latinense di 54 anni, è finito agli arresti domiciliari.

L'operazione denominata "Home Banking" è scattata all'alba di ieri, quando i militari del colonnello Michele Bosco hanno dato esecuzione alle tre ordinanze di custodia cautelare, ma anche a una serie di sequestri preventivi finalizzati alla confisca, utili per ripianare le imposte evase, per un totale sei milioni e mezzo di euro di disponibilità economiche e patrimoniali. Oltre agli arrestati, nell'inchiesta figurano altri 24 soggetti indagati a piede libero, ovvero tutti i clienti dei tre consulenti, coinvolti a vario titolo nella frode fiscale, tranne uno di loro che si era prestato anche per supportarli nelle ritorsioni ai danni di alcuni imprenditori che non riuscivano a onorare le parcelle pattuite.