I giudici del Tribunale del Riesame di Roma hanno sciolto la riserva e hanno scarcerato Danilo Nigro, l'impiegato della Prefettura finito in carcere nell'ambito dell'inchiesta Ascaris, condotta dagli agenti della Digos di Latina in merito ad un giro di facili permessi di soggiorno agli stranieri. La discussione si era svolta lo scorso 3 luglio. I magistrati romani hanno sciolto la riserva e hanno disposto per l'uomo la detenzione ai domiciliari, accogliendo la prospettazione della difesa rappresentata dall'avvocato Amleto Coronella che sotto il profilo delle esigenze cautelari aveva chiesto in sub ordine anche i domiciliari.
Al momento non si conoscono le motivazioni del dispositivo e neanche se sia stato annullato qualche capo di imputazione. Una volta che saranno depositate le motivazioni, il quadro sarà molto più chiaro. Sarà discusso sempre al Riesame il ricorso presentato da un altro indagato che era stato colpito da una misura restrittiva anche lui.

Nell'impalcatura accusatoria, il ruolo di Nigro è ritenuto di primo piano per la funzione che svolge e cioè quella di essere un dipendente della Prefettura.
I provvedimenti restrittivi erano stati firmati dal giudice Mario La Rosa su richiesta del pubblico ministero Daria Monsurrò in base alle indagini condotte dal personale della Digos di Latina.
L'inchiesta era nata subito dopo i riscontri della polizia locale di Latina relativi ad un alto numero di affitti sospetti.
Il sistema in cui era inserito il dipendente della Prefettura aveva portato all'emissione di cinque ordinanze di custodia cautelare, alcune in carcere, per altri indagati invece il giudice aveva disposto gli obblighi di firma.