«Il quadro generale della trasmissione e dell'impatto dell'infezione da Sars-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni di 4.6 per 100.000 abitanti. A livello nazionale si osserva un lieve aumento nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati al sistema integrato di sorveglianza coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, con Rt nazionale di 1.01, sebbene sia inferiore ad 1 nel suo intervallo di confidenza minore. Questo indica che la trasmissione nel nostro paese è stata sostanzialmente stazionaria nelle scorse settimane».

Questo è emerso dal 9° monitoraggio sull'emergenza dovuta al Covid-19, relativo al periodo dal 6 al 12 luglio, curato dall'Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute ("Quotidianosanità.it" lo riporta integralmente). In quasi tutte le Regioni sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione e questo, in gran parte, è dovuto alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti. «Oltre ai focolai attribuibili alla reimportazione dell'infezione - si legge - vengono segnalati sul territorio nazionale alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l'origine. Questo evidenzia come ancora l'epidemia in Italia di Covid-19 non sia conclusa. Si conferma perciò una situazione epidemiologica estremamente fluida».

Nel report si segnala poi come «Le stime Rt (diffusione del virus) tendono a fluttuare in alcune Regioni in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti. Si osservano, pertanto, negli ultimi 14 giorni, stime superiori ad 1 in sei Regioni dove si sono verificati recenti focolai. Persiste l'assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali. Seppur in diminuzione, in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di Sars-CoV-2 è ancora rilevante».

Da qui la necessità di mantenere elevata l'attenzione e continuare a rafforzare le attività di testing-tracking-tracing in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l'epidemia. «In caso contrario, nelle prossime settimane, potremmo assistere ad una inversione di tendenza con aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale - è il monito del report -. Per questo rimane fondamentale mantenere una elevata consapevolezza della popolazione sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull'importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l'igiene individuale e il distanziamento fisico».

Sul fronte delle ospedalizzazioni, si sottolinea come «non sorprende osservare un numero ridotto di casi che richiedono ospedalizzazione in quanto, per le caratteristiche della malattia Covid-19, solo una piccola proporzione del totale delle persone che contraggono il virus sviluppano quadri clinici più gravi. Questo risultato - conclude il report -, atteso in base alla strategia adottata nella fase di transizione, permette di gestire la presenza del virus sul territorio, in condizioni di riapertura, senza sovraccaricare i servizi assistenziali».