Il Tribunale di Latina ha accordato il decreto ingiuntivo alla Ipogeo srl per tre annualità di canoni non recuperabili perché sono irreperibili i concessionari dei loculi.
La somma è pari a circa 1,5 milioni di euro ed è fondata sulla convenzione tuttora in essere tra l'amministrazione comunale di Latina e la società che ha in gestione e il cimitero. Avverso il decreto ingiuntivo che è provvisoriamente esecutivo il Comune ha presentato opposizione ed è fissata un'udienza in Tribunale per il prossimo 15 dicembre.
Tutto questo accade mentre è pendente un altro procedimento, davanti ai giudici amministrativi, con cui Ipogeo chiede l'annullamento per illegittimità di un avviso col quale a marzo scorso era stato chiesto di sospendere la riscossione delle somme dovute per i servizi cimiteriali.

La contrapposizione tra il gestore del Cimitero e il Comune è datata e anche il pagamento delle somme per i soggetti irrintracciabili ha costituito dall'inizio uno dei nodi da sciogliere.
E' previsto nel contratto originario eppure il Comune ha fatto fatica a riconoscere il pagamento sin dal primo momento, tanto che le prime due annualità furono liquidate nell'epoca in cui l'amministrazione era guidata dal commissario straordinario, Nardone. In tutti questi anni l'ente di piazza del Popolo avrebbe potuto modificare quella clausola contrattuale, invece la convenzione è rimasta immutata e, in modo legittimo, la società continua a rivendicare l'applicazione del contratto. Alla base di questa storia, come tante altre, ci sono due aspetti che ricorrono nei contratti del Comune di Latina. la prima riguarda la mancanza di una banca dati precisa dei cittadini cui fu dato in concessione il loculo; ciò infatti avrebbe consentito in modo quantomeno più semplice il reperimento degli altri dati circa i morosi e gli inadempiente.

Il secondo elemento riguarda il calcolo preciso di quanto il Comune avrebbe dovuto sborsare in assenza di reperibilità, ciò ha reso ballerine le clausole e complicato i calcoli sia per il pubblico, ossia il Comune, che per il privato che si è trovato tra le mani un contratto inapplicato e ha dovuto più volte far ricorso alla giustizia per avere i soldi stabiliti.