L'iter della variante chiesta per la trasformazione del sito produttivo Ortofrutticolapontina in un centro polifunzionale, durato più di quindici anni, ha iniziato a prendere una piega inaspettata già diversi anni prima della bocciatura, ovvero molto prima che si rendesse necessario l'intervento di un Commissario ad acta per sbloccare l'immobilismo dell'amministrazione comunale. Un cambio di atteggiamento, quello assunto dall'ente locale e al tempo stesso dalla politica, nei riguardi del maxi centro commerciale ideato per riqualificare il sito sulla Monti Lepini alle porte di Latina, che risulta a dir poco sospetto, specie se si considera che a temporeggiare su un progetto fino a poco tempo prima ben voluto, erano stati per primi i vecchi amministratori, quelli delle varianti facili e dell'urbanistica aggressiva, per intenderci.

Proprio così, uno stop inatteso la variante l'aveva subìto mentre la città veniva governata da chi non era troppo attento alle tematiche ambientali e al consumo del suolo. A distanza di qualche anno, è facile intuire il motivo: molto probabilmente quel progetto dava fastidio ad altri importanti investimenti privati previsti nel capoluogo, magari nello stesso settore, quello delle medie e grandi superfici commerciali. Ma la cosa ancora più strana è che, pur sbandierando la difesa del territorio dalla cementificazione, tra gli amministratori attuali c'è chi vede di buon occhio altri progetti simili, e magari concorrenti, di quello proposto dalla società Ortofrutticolapontina.

Ciliegina sulla torta è stata la bocciatura del procedimento per opera del Commissario ad acta, che ha considerato un difetto persino l'accavallarsi dei vari passaggi vissuti dalla proposta di variante.