Tra adolescenti si chiama challange, e cioè sfida, quella che si fa in un gruppo per i motivi più svariati. C'è chi ad esempio scommette che riesce a saltare da un balcone all'altro, chi invece scommette che riesce a bere cinque bicchieri di vodka, fino a chi invece scommette nel proprio gruppo che riesce a prendere in giro una persona dello stesso sesso e a farla innamorare e che in quel caso diventa per pochissimo tempo una preda. La coincidenza di aver chiamato Tomboy questa sfida- challenge per un puro caso di omonimia e che non ha nulla a che fare con lo stile e il modo di essere Tomboy,  voleva soltanto far conoscere degli episodi che sono venuti a Latina e che hanno visto alcune ragazzine di 14 anni accusare dei sintomi depressivi.

"Crediamo sia fondamentale chiamare ogni fenomeno con il proprio nome, proprio a tutela delle persone giovanissime, che escono stigmatizzate dalle nostre approssimazioni. Le Tomboy sono sempre esistite: si tratta di adolescenti che esplorano la propria identità di genere, scardinando le rappresentazioni del binarismo uomo/donna, per come viene tramandato nella cultura dominante. Esistono da sempre e non vanno in alcun modo patologizzate, né tanto meno criminalizzate. Al grande pubblico, ad esempio, il fenomeno delle Tomboy è apparso attraverso la storia di John, il giovanissimo figlio di Angiolina Jolie e Brad Pitt. Ma non solo." Dichiara Valerio Vitale, Presidente Sei come sei - Arcigay Latina.

"Altro piano, completamente diverso, è quello dei fenomeni conflittuali e violenti tra adolescenti. Quel fenomeno ha un solo nome: bullismo. Ed è un'emergenza gravissima, che non va confusa con altro. Non ci è dato sapere se esiste un'inchiesta in procura su un fatto accaduto tra adolescenti nella nostra città. Siamo però certi che quel fatto (o "fenomeno") non si chiama Tomboy, bensi bullismo. Il bullismo può avere molte forme e molte facce e Arcigay - fin dal 2008 - ha messo a disposizione gratuitamente manuali per operatrici e operatori scolastici, realizzati in partnership con le istituzioni, per aggirare gli ostacoli che incontriamo ogni anno ad affrontare questi temi nelle scuole. E quegli ostacoli sono l'altro fenomeno allarmante." conclude Vitale. Gli episodi segnalati erano avvenuti al Parco Comunale di Latina e a poca distanza da piazza del Popolo.

La felpa larga, i primi baffetti adolescenziali, tagliati più volte con il rasoio per farli ricrescere in fretta in modo che siano più folti. E poi c'è il taglio: i capelli rasati da una parte e un ciuffo che è tutto tranne che sbarazzino e si impenna. E' un identikit, ma prima di tutto è il risultato di una strategia, un copione, quello di sembrare un maschietto. Anzi un maschiaccio, come il titolo del film Tomboy che adesso è diventato un gioco tanto pericoloso quanto perverso e che è sbarcato anche qui.

Si chiama infatti proprio Tomboy l'ultima moda che sta suggestionando diversi adolescenti latinensi e che può provocare conseguenze gravi sotto il profilo psicologico. In città sono stati accertati da pochi mesi a questa parte alcuni casi e coincidono con la fine del lockdown. Tra gli elementi che potrebbero aver scatenato questa nuova tendenza c'è la noia.

Il sistema del «gioco» è molto semplice: ci sono delle ragazzine che si travestono da maschietti, corteggiano le coetanee e poi quando si tratta di dare il primo bacio o entrare in intimità, escono allo scoperto e svelano la loro identità, provocando una fortissima delusione in chi diventa la preda.

Le conseguenze di questo gioco perverso sono molto pesanti per chi le subisce, a partire dalle vittime che affrontano un trauma che può avere effetti diversi sotto molti profili. Da pochi mesi anche nel capoluogo pontino sono stati registrati dei casi, con dei minori dello stesso sesso che sono stati coinvolti. La «maschera» in questo caso si getta alla fine del gioco e la sorpresa per alcuni ragazzini è stata dal punto di vista psicologico molto forte.

«Confermo che sta emergendo questo tipo di fenomeno che bisogna contrastare - spiega la psicologa e criminologa Alessia Micoli, consulente del Tribunale e della Procura e specializzata in materia di minori – è necessario portare le famiglie a vivere i figli, alcuni genitori cadono dalle nuvole quando gli si prospetta la realtà. Credo – aggiunge - che sia necessario sensibilizzare le famiglie, ognuno si deve riappropriare del proprio ruolo. Questo è un fenomeno nuovo che è presente a Latina purtroppo e che riguarda gli adolescenti». La fascia d'età parte dai 13 e arriva ai 18 anni e nella maggior parte dei casi in famiglia spesso alcuni segnali vengono sottovalutati. Le vittime sono ragazzine a cui viene intaccata l'autostima con conseguenze pesanti che possono portare anche a stati depressivi e ad una forte demotivazione in ambito scolastico oppure anche sotto il profilo dell'impegno in attività ricreative a partire dallo sport. Sono due i punti dove sono stati registrati gli episodi: in pieno centro in città a poca distanza da piazza del Popolo e al Parco Comunale.

di: La Redazione