La risposta è stata al di sotto delle aspettative. In provincia di Latina fino a questo momento 28 scuole di ogni ordine e grado sulle 600 (comprese anche quelle materne e le private) dell'intero territorio hanno risposto e hanno dato l'ok per i test in materia di indagine epidemiologica sul Covid 19. La Regione Lazio punta su questo accertamento a tappeto e nei giorni scorsi la Asl ha inviato la richiesta agli istituti con un oggetto ben chiaro. L'accertamento è indirizzato anche alle scuole paritarie oltre quelle statali e infine anche ai servizi educativi gestiti dallo Stato e agli studenti disabili.
L'esecuzione del prelievo - così come è avvenuto anche in Tribunale, in Procura e per tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine da giugno a questa parte - prevede due opzioni: il prelievo venoso nel plesso o nella struttura educativa da parte degli operatori sanitari e poi l'individuazione dei punti di prelievo sul territorio.

L'obiettivo dell'operazione Scuola Sicura, è quello di prevenire e avere nuove indicazioni per affrontare la ripresa dell'anno scolastico che sarà a breve.
C'è da sottolineare intanto che sempre sul fronte della prevenzione, anche il mondo della giustizia e in particolare l'avvocatura, sarà sottoposto ai test se ci sarà la seconda ondata.
In questo caso era stata la Cassa Forense, con il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati insieme alla Asl ad aver raggiunto un accordo per pianificare un intervento con i test per tutti, a partire dalla fine di settembre oppure ad ottobre ma soltanto in caso di emergenza. Il Foro di Latina da questo punto di vista è tra i primi del centro Italia a percorrere questa strada. Sono oltre 2mila le toghe iscritte nell'ufficio giudiziario di piazza Bruno Buozzi.

Anche questo è un modo per affrontare la ripresa dell'attività in modo sicuro contando su dei dati concreti relativi alla diffusione del virus.
Adesso il mondo della scuola è stato chiamato in causa, le risposte sono state meno del previsto, non resta che attendere ancora.