E' finito in carcere Marco Di Viccaro, il consulente finanziario di Latina, coinvolto nell'inchiesta Home Banking e che si trovava agli arresti domiciliari. L'aggravamento della misura è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario, sulla base delle condotte dell'indagato e dopo l'evasione dagli arresti domiciliari avvenuta recentemente.

C'è da sottolineare che pochi giorni prima il legale di Di Viccaro, aveva chiesto una misura cautelare meno afflittiva e il giudice aveva rigettato la richiesta, a seguire il 54enne era stato arrestato per il reato di evasione dagli arresti domiciliari nell'ambito del procedimento penale dove è indagato e dove è stato arrestato lo scorso luglio dalla Guardia di Finanza.

Erano stati i carabinieri a notare l'uomo lontano dalla sua abitazione, ad una distanza di almeno 30 minuti a piedi dal domicilio che aveva indicato e in occasione del controllo, agli uomini dell'Arma quando lo hanno notato, ha spiegato che era uscito e non era agli arresti domiciliari perchè gli era arrivata la notifica di una scarcerazione. In realtà non era così.

A seguire il consulente finanziario è stato processato dal giudice monocratico del Tribunale e l'udienza è stata rinviata dopo che il legale ha chiesto i termini a difesa e in un secondo momento il giudice per le indagini preliminari, ha disposto l'aggravamento della misura con il trasferimento dell'uomo in carcere.

L'inchiesta Home Banking aveva portato all'arresto oltre che di Di Viccaro anche di altre due persone. Il consulente finanziario aveva ottenuto come misura restrittiva gli arresti domiciliari e nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al giudice aveva scelto la strada del silenzio e si era avvalso della facoltà di non rispondere. I reati contestati nel provvedimento cautelare che adesso ha portato in carcere il professionista pontino, sono quelli di associazione per delinquere. Le indagini erano scattate a seguito proprio di una perquisizione nella sua abitazione che avviene il 22 febbraio del 2018. In quella circostanza i finanzieri della tenenza di Sabaudia, trovano dei documenti contabili che riguardano diverse imprese che portano alla scoperta di un giro di compensazioni con modelli F24 trasmessi da Di Viccaro.

Secondo quanto ricostruito dal pm Marco Giancristfoaro, i clienti erano procacciati da Russo, a cui era rilasciata la delega da parte degli interessati con pattuizione di percentuali sulla somma compensata. mentre di Viccaro si è messo a disposizione in qualità di intermediario.