Abbiamo buoni motivi per ritenere che il sindaco di Latina non sia uso frequentare la zona dei quartieri Q4 e Q5, né via Respighi e, soprattutto, via Nascosa. Forse di là non passa mai. Eppure Coletta è un attento osservatore, pronto a farsi "inghiottire" dai social come e più di altri. Questo ed altro ancora per supportare a dovere le giustificate lamentele dei residenti di una parte importante (oltre 20mila abitanti) del comune capoluogo dimenticata da tutti, anche e soprattutto dal primo cittadino e da una amministrazione sorda e, nel caso specifico, cieca.

Veniamo al dunque: percorrere il tratto di strada che porta dalla chiesa di San Luca all'incrocio con via Respighi, è facile e poco impegnativo se vogliamo. Il problema nasce nel momento in cui a piedi, in bicicletta, in motorino o in macchina, in fondo a via Respighi, si gira a sinistra per imboccare via Nascosa e dirigersi verso la rotonda di via del Mare. Il segno della croce è d'obbligo anche per i non credenti. Da quel momento in poi può succedere di tutto, perché sino alla rotonda non c'è un metro di strada percorribile. Rischi di farti male, e tanto, perché l'asfalto è andato ormai da tempo, i crateri nel mezzo della via creati dalle radici degli alberi sono qualcosa che fa veramente paura soltanto a guardarli, lo spazio per evitare di cadere in bicicletta o motorino o farsi male in macchina o a piedi, è davvero minimo. Dalle pessime condizioni del manto stradale, arriviamo alla conclusione che questo tratto stradale sia stato dimenticato, un po' come tanti altri in città, ma qui la situazione è arrivata ad un punto di non ritorno.

Lo abbiamo percorso anche a piedi e in molti, nel vederci intenti a documentare la situazione, ci hanno spronato ad alzare la voce perché... «questa è una strada non più percorribile. Vogliono che ci esca il morto prima di fare qualcosa?» è il quesito che ci ha posto uno dei tanti automobilisti giustamente inferociti. Eppure c'è chi ci ha confessato di aver fatto la voce grossa sui social, di aver documentato la gravità della cosa, di aver posto all'attenzione di tutti, o quasi, la situazione in cui versa questo tratto di strada, lo ripetiamo, diventato proibitivo per tutti, anche per chi, la mattina di buon'ora decide di percorrerlo a piedi per arrivare al tratto di pista ciclabile che si incrocia con la rotonda in fondo alla stessa via Nascosa. Voragini e non semplici buche, alterazioni del manto stradale che nulla hanno a che vedere con dossi e cunette, magari fosse, asfalto ormai deteriorato oltre ogni limite, una strada insomma non solo proibitiva, ma a questo punto molto pericolosa, anche e soprattutto per chi la percorre ogni giorno mettendo a dura prova il proprio fisico (le sollecitazioni alla colonna vertebrale complice le continue botte e sobbalzi non sono proprio l'ideale) e il proprio mezzo.

A questo punto è lecito domandare e domandarsi: vogliamo aspettare che qualcuno si faccia male sul serio per intervenire? O, magari, chiudiamo quel tratto di strada e prima di intervenire da altre parti, lo facciano in via Nascosa così come è stato previsto per via delle Rose che non ha la stessa soglia di gravità di questo tratto di strada? Continuare ad essere sordi e ciechi non giova a nessuno, tantomeno ad una amministrazione che ha dimenticata che Latina non è soltanto Piazza del Popolo con la sua torre e i suoi giardini.