Trovato a bordo strada agonizzante, con ferite alle braccia, la testa e il volto fracassati. È un vero e proprio giallo il ritrovamento di un giovane, due notti fa, lungo la Pontina tra Latina e Sabaudia, ridotto in fin di vita e trovato da alcuni suoi conoscenti che non hanno esitato ad allertare i soccorsi. Un mistero, quello affidato agli investigatori dei Carabinieri, alimentato dal fatto che la vittima, Erik D'Arienzo, 29 anni ancora da compiere, è il figlio di Ermanno detto Topolino, sessantenne con un passato ingombrante negli ambienti che contano della malavita latinense.
L'allarme è scattato nel cuore della notte di domenica, quando tre giovani, tutti amici del ferito, hanno telefonato al 118 per segnalare la presenza del giovane privo di sensi sul bordo della Pontina, in prossimità del chilometro 83, ai confini tra Latina e Sabaudia. All'arrivo di un'ambulanza il ragazzo presentava vistose ferite alla testa e al volto, oltre che al braccio sinistro. Condizioni che, associate alla perdita dei sensi, non lasciavano presagire nulla di buono.
Trasportato d'urgenza presso il pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria Goretti, D'Arienzo è finito direttamente nella stanza riservata ai codici rossi per essee sottoposto agli accertamenti del caso che hanno configurato un quadro clinico delicato. Tant'è vero che, dopo le prime cure del caso, il paziente è stato trasferito nel reparto di Rianimazione per il ricovero in terapia intensiva: è in coma e la prognosi resta riservata.