Primo atto, dopo la pausa estiva, del processo Astice Petrus. I due fascicoli sono stati riuniti in un solo procedimento e che si sta svolgendo davanti al giudice Giorgia Castriota. Ieri mattina in aula è stato il turno della requisitoria della pubblica accusa e del pm Valerio De Luca che insieme al collega Giuseppe Bontempo, hanno ricostruito i fatti e hanno preso in esame le posizioni di alcuni imputati anche se i magistrati ancora non hanno tirato le somme dell'inchiesta con le richieste di condanna. Oggi si prosegue e a seguire il processo andrà avanti fino a quando non è prevista la sentenza.
Sono 23 gli imputati che hanno scelto riti alternativi (dal giudizio abbreviato al patteggiamento) e devono rispondere a vario titolo di spaccio di stupefacenti; nell'inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina sono finiti anche due agenti della polizia penitenziaria coinvolti nel sistema scoperto dagli inquirenti che ha permesso di fare luce su quello che accadeva all'esterno e all'interno del carcere di via Aspromonte di Latina dove potevano entrare derrate alimentari e anche hascisc.

I due magistrati hanno ripercorso le tappe dell'inchiesta Astice, nata dopo il ritrovamento di cocaina in una zuccheriera all'interno di una cella e la strada percorsa dalle indagini dei carabinieri, a partire dalla deposizione di un cittadino straniero che si è rivelata preziosa nell'economia dell'inchiesta. Inoltre i pm hanno tracciato i ruoli degli imputati, tra cui quello dell'agente di polizia penitenziaria, ora in pensione, Franco Zinni, accusato di episodi corruttivi e che era stato ascoltato durante le indagini preliminari, dopo la notifica del provvedimento restrittivo, nel corso di una lunga deposizione davanti ai magistrati.
Zinni in cambio di soldo faceva entrare derrate alimentari in carcere. La pubblica accusa ha riscritto la storia dell'indagine e i rapporti dell'agente con alcuni detenuti destinatari del provvedimento restrittivo.