Il ricorso di cinque imprenditori è stato respinto. Restano sotto chiave i beni e i conti correnti degli indagati a piede libero nell'inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Latina dove viene contestata anche l'associazione per delinquere e la frode fiscale. Erano stati in tutto sei i ricorsi presentati, uno impugnato da una azienda alimentare era stato accolto, gli altri invece sono stati respinti al mittente come ha deciso il collegio penale presieduto dal giudice Francesco Valentini.

L'importo complessivo è ingente tra conti correnti e società che erano finiti sotto chiave come disposto dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario nell'ambito di una inchiesta coordinata dal pubblico ministero Marco Giancristfoaro.
Al Riesame tutte le accuse hanno pienamente retto e l'inchiesta è al giro di boa. La frode fiscale è molto ingente e gli inquirenti hanno contestato per i tre indagati il vincolo associativo mentre a piede libero sono state denunciate 24 persone, tra cui i sei imprenditori che hanno impugnato il sequestro di immobili e di conti correnti. Le persone che erano state denunciate a piede libero sono residenti tra Latina, Terracina, Sabaudia, Nettuno, Castelnuovo di Porto, Labico, Roma e Milano