Che non sia attendibile la ricostruzione fornita dagli amici di Erik D'Arienzo sulle ultime ore di vita del 28enne, ovvero su ciò che è successo prima che venisse trovato in fin di vita sul ciglio della statale Pontina la notte del 30 agosto, ne sono convinti anche i familiari della vittima, che non credono alla sincerità dell'uomo che ha introdotto l'ipotesi della caduta accidentale dal proprio scooter, di fatto deviando gli inquirenti dalla realtà dei fatti, l'omicidio preterintenzionale. E in questi giorni si sono vissuti momenti di tensione proprio tra i congiunti del morto e gli amici con i quali si frequentava spesso negli ultimi tempi, come traspare da post e commenti pubblicati su Facebook.

La tensione traspare chiaramente andando a leggere i commenti sulla pagina social dell'uomo, interrogato giusto la mattina del funerale in Procura, che sostiene di avere portato in scooter Erik D'Arienzo quella sera, quando il suo giovane amico sarebbe volato dalla sella in maniera del tutto inspiegabile. La pubblicazione di una sua foto che lo ritrae insieme alla vittima, ha scatenato l'ira di uno dei congiunti di D'Arienzo, che non ha esitato a commentare in maniera negativa, dandogli del «maledetto bugiardo» e del «falso» per chiedergli di rimuovere quella foto. L'uomo replica prima in maniera piccata, poi si dimostra comprensivo, e infine si lascia andare: «Grazie ma ti comprendo e ti voglio bene ugualmente a tutta la famiglia e mi dispiace che ci avete vietato di dare l'ultimo saluto a Erik». Una circostanza che testimonia il clima vissuto in questi giorni.