Procedono serrate le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile sulla tentata rapina di martedì presso la filiale del centro commerciale Morbella della Banca Popolare del Lazio. Gli investigatori del maggiore Carlo Maria Segreto sono sulle tracce del bandito solitario entrato in azione armato di taglierino e poi costretto a fuggire, rinunciando al bottino, quando i cassieri hanno reagito lanciandogli oggetti e sedie. Indagini che ruotano già su una serie di sospetti, perché i militari della Compagnia di Latina dell'Arma hanno già raccolto una serie di indizi concreti.

L'azione criminale si era rivelata un fallimento totale per il bandito, entrato in azione col volto travisato da mascherina e occhiali scuri, cercando quindi di spacciarsi per un normale cliente, entrato però in prossimità dell'orario di chiusura delle 15:30. I dipendenti dell'istituto di credito avevano subito intuito le sue intenzioni quando lo avevano visto tirare fuori il taglierino e non gli avevano lasciato il tempo di avvicinarsi al bancone.

Anzi, la reazione dei bancari aveva spiazzato lo sconosciuto che aveva dovuto difendersi, rischiando persino di restare in trappola. Il bandito aveva reagito, ma aveva finito comunque per rimediare una ferita alla testa a causa del colpo ricevuto quando è stato centrato da una sedia, come testimoniano le macchine di sangue trovate sul pavimento.
Rimasto in trappola con la porta chiusa, il rapinatore aveva persino puntato il taglierino contro una donna, l'unica cliente rimasta dentro, minacciando di ferirla se non lo avessero fatto uscire. Un incubo, per la malcapitata, durato appena una manciata di secondi. Nel frattempo, però, a causa del trambusto della colluttazione, il bandito si era scoperto involontariamente il volto, ripreso in maniera piuttosto chiara dalle telecamere di video sorveglianza.

Da quel volto partono le indagini dei Carabinieri, che hanno già comparato l'identikit con una serie molto ristretta di sospettati. Una scrematura sarà poi possibile grazie alla ferita che il bandito ha rimediato alla testa: i sospetti saranno poi fugati confrontando i profili genetici con le tracce di sangue rimaste sul pavimento all'interno della filiale. E a questo punto non è escluso che lo sconosciuto possa avere già colpito di recente in città