L'operazione
25.09.2020 - 11:00
Una maxi operazione contro lo sfruttamento del lavoro in agricoltura ha interessato nelle ultime due settimane decine di aziende del territorio pontino, passate al setaccio nell'ambito del progetto "Alt Caporalato" voluto dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro in collaborazione col Ministero del Lavoro e con l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Una vera e propria task force che ha fatto emergere condizioni di sfruttamento per una quota consistente dei lavoratori controllati. Per cinque imprese è scattata persino la sospensione dell'attività perché impiegavano esclusivamente lavoratori in nero.
Nel corso delle ultime due settimane è stato messo in campo un dispositivo che ha permesso di effettuare controlli a tappeto contro il lavoro irregolare, grazie alla task force composta da personale ispettivo della sede di Latina dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro, col supporto di unità provenienti da altre province come Cagliari, Frosinone, Pescara-Chieti, e Livorno, congiuntamente ai militari del Nucleo Ispettivo Lavoro di Latina e del Comando Tutela Lavoro di Roma, grazie anche all'affiancamento dei mediatori culturali messi a disposizione dall'Organizzazione Internazionale per la Migrazione, nonché personale ispettivo dell'Inps e dell'Inail per i profili di rispettiva competenza. Un piano intenso di controlli, studiato sotto l'egida di Prefettura e comandi provinciale di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Nell'arco delle due settimane trascorse dal 7 al 20 settembre sono state ispezionate complessivamente 44 aziende e sono state controllate le posizione lavorative di 358 braccianti agricoli, dei quali 225 extracomunitari. Per 98 dipendenti, sia comunitari sia non, è emerso un sistema di sfruttamento lavorativo che li ha visti vittime di intermediazione illecita. Nel complesso sono stati riscontrati illeciti riferiti a 144 lavoratori per lavoro nero, somministrazione illecita di manodopera e violazioni in materia di orario di lavoro.
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