Inquirenti dell'Antimafia e investigatori della Squadra Mobile hanno iniziato a osservare Luciano Iannotta con un certo interesse già qualche tempo prima che prendesse il via l'indagine concentrata sulla sua figura. Ovvero a partire da quanto Renato Pugliese, figlio di Costantino "Cha Cha" Di Silvio, ha intrapreso la strada del pentimento nel dicembre del 2016. Passato dalla parte della giustizia, l'ex affiliato al clan di Armando "Lallà" Di Silvio ha iniziato a descrivere una serie di episodi e contesti criminali, soffermandosi sui personaggi che ha conosciuti negli anni della sua militanza nella malavita pontina. Tra questi proprio Iannotta, imprenditore senza scrupoli che pure agli occhi del collaboratore di giustizia, spiccava per una personalità aggressiva e interessi trasversali. Sintomatico della sua caratura, è quanto l'affarista di Sonnino ha fatto per accattivarsi agli occhi dello stesso Renato Pugliese e di Agostino Riccardo, poi pentitosi anche quest'ultimo, quando i due cercarono di estorcere denaro ai suoi uomini di fiducia.

Sul conto di Iannotta, il collaboratore di giustizia Renato Pugliese ha dichiarato, nell'interrogatorio sostenuto già il 2 settembre 2016: «Iannotta l'ho conosciuto perché ebbe una discussione con Pagliaroli Umberto, marito di Gina Cetrone per cui stavo facendo la campagna elettorale a Terracina». Successivamente, come si legge nel verbale del 3 gennaio 2017, Pugliese ha aggiunto: «Luciano Iannotta poi pagò il mio debito nei confronti di Ciarelli... Iannotta mi disse che Ciarelli Luigi gli leccava il culo tutti i giorni, mi fece vedere che aveva il suo numero sul cellulare. La sera poi mi mandò un messaggio e mi disse che era tutto apposto. Io quindi andai da Ciarelli Luigi, che alla presenza di Marco (il figlio di Luigi Ciarelli, ndr) mi disse che era tutto apposto, il debito era estinto. Dopo che si allontanò Luigi, Marco mi chiese 3.000 euro per il ritardo con cui alcune volte avevo pagato le rate. (omissis). A quel punto io chiamai Iannotta e lo ringraziai, poi gli dissi della nuova pretesa di Marco. Iannotta quindi chiamò Luigi Ciarelli che diceva come questi 3.000 euro erano una cosa che riguardava me e Ciarelli Marco. Iannotta quindi mi disse che aveva dato gli 8.000 euro e che non avrei dovuto dare più nulla ai Ciarelli».

Per i meno avvezzi alla cronaca, Luigi Ciarelli è uno dei personaggi di spicco del clan di Pantanaccio, coinvolto giusto un paio di anni fa nel trasporto di un carico da ottanta chili di cocaina: investendo nel traffico di droga, ha gestito gli affari della famiglia, da sempre dedita all'usura, nel periodo in cui i fratelli Carmine e Ferdinando erano detenuti per l'escalation di vendennte del 2010.

A Luciano Iannotta interessava accattivarsi gente come Pugliese e Riccardo per commissionare loro lavori sporchi come l'estorsione consumata ai danni di un suo ex collaboratore. Anche tra le dichiarazioni di Agostino Riccardo, rese dopo il suo pentimento, si trovano conferme sullo spessore dell'imprenditore di Sonnino. «Iannotta ci fece capire che c'erano in ballo milioni di euro, sapeva che eravamo i Di Silvio - ha dichiarato Riccardo il 16 agosto 2018 - ci disse che aveva contattato Ciarelli Luigi per informarsi su di noi e che questi aveva detto che io stavo con Di Silvio Armando e che Renato era il figlio di Costantino Di Silvio... Poi con Iannotta abbiamo in effetti collaborato, perché abbiamo fatto l'estorsione De Gregoris in cui lui intervenne chiedendoci di far firmare la carta relativa alla terra da parte degli Alfonsi per poi fare il bonifico in loro favore».