L'incendio nel deposito di rifiuti della Loas Italia approda sul tavolo della commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Il deputato Raffaele Trano, che nei giorni successivi al rogo ha promosso un convegno ad Aprilia, ha fornito al presidente della commissione parlamentare Stefano Vignaroli nuovi elementi sul caso, chiedendo a quest'ultimo di fare chiarezza sulle condizioni in cui l'azienda stava operando prima del disastro del 9 agosto. «In particolare ho chiesto al presidente di fare chiarezza rispetto alle apparecchiature dedicate alla prevenzione degli incendi ed alle aree utilizzate. Dall'esame della documentazione sembra infatti che ci sia stato un cortocircuito tra i vari enti. Quello che è certo - afferma Trano - è che qualcosa nelle comunicazioni, o peggio nei controlli, non ha funzionato. E sinceramente in un territorio dove è presente un'ampia concentrazione di aziende che trattano sostanze infiammabili, operano nel ciclo energetico o dei rifiuti, o ancora soggiacciono alla direttiva Seveso III, penso che tutto questo non sia accettabile».

Una richiesta di trasparenza che si accoda a quella avanzata nelle scorse settimane dai cittadini, per cercare di capire se qualcosa non abbia funzionato nella catena di prevenzione e di controlli. Perciò il deputato nei prossimi giorni si recherà al Ministero per portare le istanze rappresentate dai residenti di Aprilia nel convegno del 28 agosto.

«Non è accettabile che, fino al verificarsi dell'incendio non sia scattato alcun campanello di allarme. Ugualmente non si capisce - continua Trano - se delle criticità contenute nel documento dei vigili del fuoco del 26 giugno 2019 siano poi stati informati il Comune di Aprilia, la prefettura e la provincia di Latina. Sono interrogativi ai quali ho chiesto anche alla procura di Latina, già impegnata nelle indagini del caso, di dare risposta. Ma non basta. In casi come questi credo debba intervenire direttamente il Ministero a fare da garante ed a riscrivere le regole, soprattutto per quanto riguardano i controlli, la cui efficacia, se non è opportunamente testata, rischia di rimanere sulla carta».