Alla ricerca di tracce che possano rivelare particolari inediti sulla morte di Erik D'Arienzo, gli investigatori dei Carabinieri hanno sequestrato due mezzi che in qualche modo hanno a che fare o potrebbero avere a che fare con la tragedia consumata a fine agosto tra Latina e Sabaudia. Sono stati requisiti il maxi scooter dal quale, secondo la versione dell'amico che era con lui quella sera, sarebbe caduto accidentalmente il passeggero 28enne, ma anche una vettura che fino a poco tempo fa non sembrava avere un ruolo nella vicenda. Entrambi saranno passati al setaccio dagli specialisti della scientifica, prima di tutto per individuare tracce organiche utili a risalire al profilo genetico delle persone che li hanno utilizzati.

Ormai da tempo le indagini hanno imboccato la pista dell'omicidio preterintenzionale, ovvero un brutale pestaggio consumato in circostanze ancora in fase di ricostruzione. Manca il responso dell'autopsia, necessario per chiarire gli ultimi dubbi, ma sembra ormai del tutto scartata l'ipotesi che a ridurre in quelle condizioni Erik D'Arienzo, possa essere stata una caduta accidentale dallo scooter di un amico. Proprio quell'amico che continua a fornire la ricostruzione dell'incidente.
E se in un primo momento lo scooter, un Tmax Yamaha, non era stato risparmiato, tanto che il proprietario aveva pensato di metterlo in vendita qualche giorno dopo il ricovero di Erik D'Arienzo, prima ancora che morisse, in un secondo momento il motociclo è stato requisito proprio per compiere una serie di accertamenti, non solo utili alla ricostruzione dei fatti, ma proprio a scovare tutte le tracce possibili.