In quel giorno di fine settembre Davide Zingaretti, un giovane consigliere di Aprilia, non aveva la benché minima idea di cosa significasse finire nel mirino di ignoti né cosa si provasse a vedere davanti al proprio cortile la scritta «consigliere cantastorie» che, in fondo, non è una parolaccia ma un messaggio sgradevole sì. Eppure quella frase ha scoperchiato il pentolone delle minacce più o meno velate, più o meno gravi, che sempre più spesso i rappresentanti politici della provincia sono costretti ad affrontare. Di qualunque colore politico essi siano.
Sarà stato questo curioso settembre coinciso con la campagna elettorale e/o con l'acuirsi della crisi economica ma la scia di attacchi a molti amministratori pubblici locali è diventata qualcosa di più che una semplice notizia di cronaca.

Su Davide Zingaretti sono piovuti tantissimi messaggi di solidarietà che lo hanno spinto ad affermare più volte che continuerà il suo lavoro e l'impegno sul territorio. Un luogo difficile, quello dove le minacce agli amministratori hanno toccato il livello più basso con attacchi ripetuti ad Antonio Chiusolo, che a dicembre 2013 dopo l'ennesimo episodio attuato da ignoti lasciò l'assessorato alle Finanze del Comune di Aprilia. Il clima in quella città è stato sempre un po' troppo caldo nel rapporto tra pezzi di territorio e amministrazione. Anche adesso. Subito dopo le scritte-sberleffo a Davide Zingaretti ne sono apparse altre contro il sindaco Antonio Terra. E intanto a pochi chilometri di distanza, a Sermoneta, negli stessi giorni si veniva a capo di una squallida vicenda cominciata a febbraio 2020. In pieno periodo di emergenza Covid erano state bruciate le auto del vicesindaco Maria Marcelli e del sindaco Giuseppina Giovannoli. Il mandante è Giuseppe Gentile, presidente della Pro Loco, che per la «missione» aveva ingaggiato tre tizi del posto attingendo dalla bassa manovalanza criminale.

Storiaccia. Che però indica la sostituzione della battaglia politica con la ritorsione violenta, inquina il ritmo normale che dovrebbe appartenere alla gestione amministrativa e rimanda una bruttissima immagine della dialettica civica. Una sequenza di fatti difficile da digerire ma semplice da mettere in fila. A maggio 2020 l'auto della delegata per la marina Maria Grazia Ciolfi fu bruciata per ritorsione, contro alcuni controlli avviati dal Comune di Latina lungo il litorale. Ossia: la violenza contro l'applicazione delle regole e questo la dice lunga su quanto sia difficile da governare un territorio in apparenza piuttosto tranquillo. Un'onda lunga che non risparmia nessuno e sfiora persino l'espressione democratica del voto per le amministrative: il deputato Francesco Zicchieri in piena campagna elettorale per le comunali di Terracina ha denunciato di aver ricevuto una telefonata minatoria anonima. Nelle dichiarazioni trasversali di solidarietà qualcuno ha detto che c'è una aria pesante più che in passato. Forse non è esattamente così, come dimostrano il caso Chiusolo e le altre minacce registrate nel tempo, tra le più pesanti le scritte «Di Fazio infame» contro l'anziano consigliere Benito Di Fazio che morirà per un incidente in casa pochi mesi più tardi. Semmai ciò che è accaduto negli ultimi mesi in sequenza ininterrotta e per motivazioni le più diverse dimostra altro e cioè che l'amministrazione di questa provincia non è (mai stata) semplice.