Si apre uno spiraglio per bonificare il sito della Loas Italia, distrutto nel devastante incendio del 9 agosto nel quale sono bruciate anche tonnellate di rifiuti che si trovavano stoccati nel piazzale e nei capannoni. Un rogo devastante per il territorio, in particolare per la nube inquinante, come certificato dagli altissimi livelli di diossine (superiori ai roghi Eco-X e del Tmb Salario) rilevati dall'Arpa nei giorni successivi. Un livello di tossicità che ha portato il Comune di Aprilia ad emettere un'ordinanza per vietare la raccolta e la vendita di frutta e verdura nel raggio di 2 chilometri. Un'ordinanza rimasta in vigore per 2 mesi e decaduta solo da 48 ore, mentre permangono i divieti di pascolo nel raggio di 2 chilometri.

Un quadro a tinte fosche, al quale bisognerà aggiungere i possibili danni per il territorio che potrebbero essere riscontrati solo nel lungo periodo. Per questo la priorità è rimuovere e smaltire i rifiuti che si trovano nel sito di via della Cooperazione (sotto sequestro da quasi 2 mesi), materiali bruciati e quindi potenzialmente ancora nocivi. Un'operazione che potrebbe avvenire in breve tempo a costo zero per l'amministrazione comunale, visto che è stata la stessa società a proporsi per eseguire queste operazioni. «In questi giorni - afferma il sindaco Antonio Terra - la Loas Italia ci ha scritto, spiegandoci che intendono farsi carico delle spese di caratterizzazione e di bonifica dell'area».

Una lettera, quella trasmessa dai responsabili di Loas, che segue l'ordinanza 203 del 21 agosto firmata dal sindaco Antonio Terra, che imponeva alla società e al suo amministratore unico di: «avviare la messa in sicurezza dell'area e degli immobili, porre in essere le misure di prevenzione e le indagini preliminari sulle matrici del suolo e delle acque sotterranee per verificarne il livello di contaminazione, previa acquisizione del permesso da parte dell'autorità giudiziaria che ha disposto il sequestro dell'area, provvedere alla rimozione e smaltimento dei rifiuti ancora custoditi all'interno del sito, comunicare l'esito delle indagini preliminari sullo stato dei luoghi e trasmettere entro dieci giorni una relazione riguardante non solo lo stato dei luoghi, ma anche tipologia e codici dei rifiuti in ingresso presso l'impianto». Un primo passo verso la bonifica dei luoghi.