Resterà in carcere Luciano Iannotta. Il Tribunale del Riesame, questa mattina, ha infatti rigettato la richiesta di scarcerazioni presentata dai legali dell'imprenditore pontino finito in manette in seguito all'operazione "Dirty Glass". I legali di Iannotta avevano chiesto nei giorni scorsi - presentando delle memorie difensive - la scarcerazione per il proprio assistito o in sub ordine una misura meno afflittiva come gli arresti domiciliari. 
Il collegio difensivo degli indagati è composto dagli avvocati Archidiacono, Cardosi, Cardillo Cupo, Conca, Petrucci. Dopo che nei giorni scorsi il Riesame ha annullato l'ordinanza per la posizione di Pirolo e per un capo di imputazione per De Gregoris oltre che per Thomas Iannotta, confermando le accuse per Taiani e buona parte per De Gregoris, è arrivato oggi il no da parte del Riesame alla scarcerazione di Iannotta

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L'inchiesta Dirty Glass, condotta dai pubblici ministeri Luigia Spinelli, Claudio De Lazzaro, Corrado Fasanelli e coordinata dal pm Ilaria Calò, è nata dalla denuncia presentata per una falsa estorsione nel dicembre del 2017 e ha portato all'imprenditore Luciano Iannotta, ex presidente di Confartigianato e ad una rete di persone che gravitavano attorno a lui. «Era pronto sempre a sistemare le cose ed era un punto di riferimento del gruppo», aveva osservato il magistrato nel provvedimento restrittivo.