Oggi a Roma è fissato il processo in Corte d'Assise d'Appello per l'omicidio di Gloria Pompili che vede sul banco degli imputati Saad Mohamed Elesh Salem e l'ex compagna Loide Del Prete, zia della vittima.
Intanto nei giorni scorsi il giudice monocratico Francesco Valentini ha assolto il giovane imputato dalle accuse di maltrattamenti nei confronti di Loide Del Prete, condannata anche lei a 24 anni di reclusione per l'omicidio della nipote.

In Tribunale a Latina si è svolta un'udienza relativa alle accuse che Loide aveva rivolto all'indirizzo del suo ex compagno, co-imputato nel processo e che sono contenute in un verbale firmato nel gennaio del 2018 quando la donna aveva riferito agli inquirenti di essere stata picchiata e vessata nel periodo in cui era sentimentalmente legata a lui.
A quel punto la Procura di Latina aveva aperto un fascicolo soltanto per il reato di maltrattamenti che vedeva come parte offesa Loide e come imputato il giovane straniero che viveva in Italia. In aula il pm nel corso della requisitoria ha chiesto la condanna a due anni mentre la difesa, rappresentata dall'avvocato Rocco Marsiglia, l'assoluzione e alla fine della camera di consiglio il giudice ha accolto questa prospettazione. La contestazione suppletiva era stata formulata nel corso dell'udienza del 12 marzo del 2019 per l'omicidio di Gloria Pompili e nei giorni scorsi il procedimento si è definito con una sentenza.
Oggi invece a Roma è prevista l'udienza di secondo grado del processo in Corte d'Appello.

«I due imputati hanno approfittato, con cinica freddezza, delle condizioni psichiche - con un ritardo mentale lieve - e di isolamento sociale di questa ragazza, che è stata abbandonata fin dalla tenera età - tanto da vivere dall'età di sei anni in una casa famiglia», è questo uno dei passaggi più significativi delle motivazioni della sentenza emessa proprio un anno fa dalla Corte d'Assise presieduta dal giudice Gian Luca Soana.