Anche la radiazione dall'Ordine dei commercialisti è diventata definitiva. Il Consiglio di disciplina infatti aveva notificato lo scorso settembre il provvedimento a Vittorio Genco, coinvolto nell'inchiesta sui fallimenti pilotati e che aveva scelto la strada del patteggiamento con una pena di tre anni. La sentenza era stata emessa dal giudice del Tribunale di Perugia Piercarlo Frabotta.
Come è previsto dalla legge le condotte del professionista pontino, difeso dall'avvocato Roberto Baratta, una volta che la sentenza era diventata definitiva con l'interdizione dai pubblici uffici, erano state valutate anche dall'ordine di appartenenza. Il professionista in un primo momento aveva ipotizzato di impugnare il ricorso, adesso invece no.

E' questo l'ultimo risvolto di una inchiesta che aveva mandato in mille pezzi il Tribunale di Latina, travolto nella primavera del 2015 dagli arresti: oltre all'ex magistrato della sezione fallimentare erano stati arrestati professionisti e imprenditori e le intercettazioni telefoniche e ambientali avevano disegnato un patto corruttivo che gravitava attorno alla figura del magistrato della sezione fallimentare. Come è emerso dalle indagini della Squadra Mobile e del pm Luigia Spinelli e a seguire Massimo Casucci della Procura di Perugia, al giudice bisognava riconoscere una percentuale in nero del 15 per cento. Ad esempio su una liquidazione di centomila euro - come aveva sostenuto il gip quando ha analizzato il rapporto tra Lollo e i professionisti - che avrebbe prodotto un guadagno per il professionista di 45 mila euro, la somma da dare al giudice era di 15mila euro, ovvero il 30% del netto percepito, ovvero il 15 per cento del lordo.