Più considerazione e ascolto delle esigenze dei medici ospedalieri e una riprogrammazione che preveda il reclutamento di colleghi medici da formare e da utilizzare nei prossimi mesi nei nuovi reparti. A chiederlo il sindacato dei medici dirigenti ANAOO della Asl di Latina per voce del segretario aziendale Giuseppe Potente. Il sindacato, che per anni ha segnalato al Ministero della Salute che mancavano negli ospedali diecimila specialisti, parte dai dati. «Sono centomila i medici ospedalieri in Italia, hanno l'età media più alta d'Europa, 55 anni, e sono la nostra forza in questo momento, sono internisti, infettivologi del pronto soccorso, anestesisti, ma sono anche oncologi, oculisti, nefrologi, endocrinologici… che in questo momento sono reclutati nei reparti covid a supportare la cura e la gestione dei pazienti in condizioni critiche. Non potranno da soli reggere questo impatto, l'epidemia non arretra e a meno di miracoli evoluzionistici del virus, nei prossimi mesi le infezioni aumenteranno, e loro da soli non ce la faranno. Bisogna considerare anche che parte di loro è già positiva al virus e che tanti altri lo diventeranno».

Per Potente non è il caso di parlare e scrivere del vaccino perché «il vaccino attualmente non è disponibile e noi viviamo in un paese dove non siamo riusciti in otto mesi ad organizzare una vaccinazione anti-influenzale di massa, che sarebbe stata utilissima. Allora il sostegno concreto ai nostri centomila è un programma di organizzazione di nuovi ospedali e di nuove assunzioni, eventualmente formando medici giovani ancora non specialisti. Che vada, tale programma oltre il natale e che si proietti per tutto il 2021. C'è stata troppa miopia, si è pensato di opporre alla seconda ondata pandemica i medici e i posti letto esistenti non pensando che i medici e i posti letto esistenti non erano sufficienti neppure per i pazienti non Covid».