17.11.2020 - 11:00
Sara Romboni preferisce non parlare davanti alle due figlie, Carolina e Margherita. Non hanno conosciuto il papà, il suo è un modo per proteggerle. Vuole dargli una risposta un giorno su come sia morto Doriano Romboni, un campione di motociclismo: il 30 novembre saranno trascorsi sette anni da quella tragedia che si era consumata sulla pista de Il Sagittario in occasione del Sic Day per ricordare Marco Simoncelli. «Chiediamo giustizia», spiega Sara, 47 anni, diplomata in lingue e operatrice socio sanitaria ma che svolge un altro lavoro, vive a La Spezia e domani non sarà a Latina per l'udienza preliminare. «Mi devo adeguare – racconta – noi siamo appesi ad un filo invisibile e aspettiamo giustizia. Doriano era venuto a Latina per un atto di generosità, in questo momento voglio essere capita e non compatita». La storia di Doriano Romboni, «Rombo» per tutti è quella di un grande campione di motociclismo morto tragicamente, un uomo che non amava la luce dei riflettori che era semplice e autentico. «Doriano è morto per un evento benefico, era un padre di famiglia, un caro marito, un grande sportivo è per questo che chiediamo giustizia». A distanza di sette anni dai fatti, siamo nella fase dell'udienza preliminare e la donna è assistita dall'avvocato Caterina Caterino.
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