Senza una casa, si dorme all'aperto. Capita a Francesco, 51 anni, una vita difficile alle spalle, oggi vissuta ai margini. Il suo è solo il caso che è venuto alla ribalta, ieri, dopo un post su facebook che lo riprendeva coperto da un grosso piumone, sotto il portico di un negozio del centro storico. Chi lo conosce da tempo, ha lanciato un appello perché le istituzioni si attivino per trovargli un tetto, ora che arriva il freddo. Pare facile: a Terracina, di tetti per le persone senza dimora non ce ne sono. Non esiste un dormitorio e per questo motivo Francesco, ma anche altri come lui, senza alcun riparo, sono costretti a stare all'aperto la notte.

Per lui, tuttavia, se lo vorrà, la mano tesa dell'amministrazione c'è. «Conosciamo Francesco» ci dice l'assessore alle Politiche sociali Alessandro Di Tommaso, «abbiamo attivato i servizi sociali, verrà contattato e proveremo con lui ad attivare un percorso. Purtroppo in città non c'è un dormitorio, abbiamo convenzioni con strutture del territorio, ma in città siamo sprovvisti». Il tema potrebbe finire sul tavolo della giunta. Anche perché la Caritas da tempo ha un progetto nel cassetto, a cui si stava lavorando prima che arrivasse l'emergenza epidemiologica. «È un argomento oggetto di dibattito, soprattutto alla luce dell'emergenza che stiamo vivendo, che è anche un'emergenza sociale. Si potrebbe lavorare a una soluzione con l'Azienda speciale, la Caritas e con gli istituti che hanno esperienza».

L'emergenza potrebbe aumentare, ma già esiste. E non a caso l'ex scuola di via Anxur, prima di essere sgomberata dal Comune lo scorso anno, era riparo di fortuna di senza tetto. Sembrava ci fosse una certa fretta a liberare quella ex scuola, ma ad oggi è ancora tutto fermo. Ma ce ne sono altri, di cittadini senza dimora, qualcuno si ripara all'ex stazione feroviaria. Si tratta in ogni caso di giacigli senza dignità, che vengono poi additati per il degrado. Se esistesse un luogo di pronta accoglienza, sarebbe tutto più umano. Basterebbe anche una tensostruttura, come ne esistono in altri Comuni. Per affrontare il freddo. E tendere la mano a chi ne ha bisogno.