C'era un imprenditore ed ex amministratore di Aprilia dietro a quel sofisticato sistema di emissione di fatture per giustificare operazioni inesistenti, schermandosi dietro a delle teste di legno reclutate da un faccendiere, prestanome ai quali erano state intestate le società a lui riconducibili. Un sistema articolato di frodi carosello che gli ha permesso di evadere l'Iva per oltre 6 milioni di euro, che alla fine è venuto allo scoperto grazie alle indagini del comando provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone. Gli uomini coordinati dalla Procura della Repubblica di Latina, hanno arrestato Mauro Pascucci, volto conosciuto nel campo dell'imprenditoria e della politica locale; ora indagato insieme ad altre due persone per dichiarazione fraudolenta ai fini Iva.

L'operazione condotta dagli uomini del comandante provinciale della Finanza, il colonnello Alessandro Gallozzi, è partita all'alba di ieri con provvedimenti cautelari eseguiti tra le province di Roma e di Latina: sotto sequestro sono finiti beni per oltre 1 milioni e 300 mila euro, tutti riconducibili all'imprenditore. Nello specifico sono stati sottoposti a sequestro 14 terreni, un appartamento, 8 box, 8 magazzini, un negozio e un laboratorio che si trova ad Aprilia, disponibilità finanziarie e quote di quattro società con sedi legali ad Aprilia, Roma, Pomezia e Guidonia Montecelio, operanti nel settore della commercializzazione degli idrocarburi, delle costruzioni, della logistica e della ristorazione.

L'indagine diretta dal sostituto procuratore Simona Gentile è scaturita da un controllo fiscale eseguito nel 2019 dal nucleo di Polizia economico-finanziaria di Frosinone nei confronti di una società di capitali di Aprilia, operante nel settore della commercializzazione dei prodotti petroliferi. L'azienda era stata individuata nell'ambito di una precedente attività di polizia tributaria nei confronti di un'impresa ciociara operante dello stesso settore, che ha permesso di scoprire una complessa e sofisticata frode fiscale, diffusa sul territorio nazionale, che consentiva la vendita di carburante a prezzi fuori mercato. Le verifiche del nucleo, coordinate dal comandante Claudio Gnoni, hanno permesso di rilevare che la società di Aprilia era inserita in un articolato e collaudato sistema di frodi carosello, fondato sull'utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti emesse da imprese fittizie sul territorio nazionale, interposte strumentalmente nelle operazioni commerciali di compravendita del gasolio tra effettivi cedenti ed il reale destinatario, che consentiva di evadere le imposte sul valore aggiunto utilizzando nelle dichiarazioni annuali fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, per oltre 6 milioni di euro.