«No, basta mi arrendo». Giulia Schiff quando viene presa e sollevata dagli altri militari del Comani dopo il battesimo dell'aria, è impaurita. Un sergente le dà - nel breve tragitto prima di finire contro l'ala di un aereo e poi in piscina - almeno dieci frustate sul sedere. E' quello che si vede nel video finito agli atti dell'inchiesta, nel filmato si sente chiaramente un militare che dice rivolgendosi agli altri. «Oh ma la tenete ferma, siete grandi e grossi» e poi dall'audio si sente sghignazzare e infine la sequenza finisce con il volo nella piscina e Giulia che esce completamente bagnata.

Il momento più bello per la giovane veneziana che sognava di diventare pilota come il papà, si è trasformato in un incubo. Quel giorno di aprile del 2018, dopo il volo e le frustate, ha inviato delle foto delle lesioni riportate al padre. Sul corpo c'erano i segni di quel giorno, sono cicatrici psicologiche che si porta dentro.
Sono otto i militari finiti sotto processo e che compariranno in aula il prossimo 5 novembre davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina per gli episodi di nonnismo.
Se da un lato il Tar ha dato ragione all'Aeronautica Militare estromettendo la giovane allieva, sull'altro fronte sono tre in tutto le inchieste. Una della Procura militare con il rinvio a giudizio per gli otto sergenti, l'altra della Procura ordinaria con il processo che inizierà tra meno di un anno a Latina e infine un altro episodio contestato è finito a Napoli e riguarda dei fatti che risalgono a quando la ragazza era all'Accademia di Pozzuoli.

L'avvocato Strampelli che ha seguito Giulia Schiff in questa battaglia sta valutando l'ipotesi di andare al Consiglio di Stato dopo il pronunciamento del Tar; è una strada giudiziaria che appare abbastanza logica ma al momento il ricorso ancora non è stato presentato.
Sul fronte penale i militari che saranno processati devono rispondere di diverse accuse. «Sollevavano da terra e trasportavano in posizione orizzontale, con il volto rivolto verso il basso, la sergente allievo ufficiale Giulia Jasmine Schiff e tenendola ferma per le gambe e le braccia, con dei fustelli di legno le infliggevano violenti colpi sul fondoschiena; quindi le facevano urtare la testa contro la semiala in mostra statica posta in prossimità di una piscina dove, infine, la gettavano». E' questa la ricostruzione degli investigatori e che ha portato poi il pm Valentina Giammaria, titolare dell'inchiesta, a disporre la citazione diretta a giudizio. Gli otto militari che sono residenti tra Frosinone, Roma e poi Lecce, Brescia e Bergamo, tra loro c'è anche una donna, indagata per gli stessi reati. Davanti al Tribunale militare invece il processo inizierà a breve, il 9 marzo.