La corsa in ospedale dal Sudpontino, il ricovero in pronto soccorso, poi il trasferimento in un altro reparto e infine la drammatica notizia del decesso. Troppo spesso l'esperienza ospedaliera rischia di trasformarsi in un incubo per gli anziani degenti e i loro familiari, un percorso poco dignitoso. Oltre all'impossibilità di poterlo salutare un'ultima volta, anche soltanto attraverso lo schermo di uno smartphone, oltre a non essere riusciti neppure a garantirgli un cambio d'abito durante la degenza, i familiari di un novantenne hanno dovuto subire anche il dispiacere di constatare il furto dei piccoli gioielli che il loro caro indossava negli ultimi giorni di vita, una collana d'oro con alcuni ciondoli che oltre il valore intrinseco, rappresentava l'ultimo ricordo dell'amato padre, del nonno affettuoso.

I fatti si sono svolti tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre, ma per i parenti del defunto non è stato semplice ricostruire quello che è successo al loro caro. I familiari sono certi che il novantenne avesse indosso la collana con i ciondoli quando è stato caricato a bordo dell'ambulanza: nelle fasi concitate del soccorso non c'era tempo per mettere al sicuro quello che aveva con sé. Una volta arrivato al pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria Goretti dopo il passaggio al nosocomio di Formia, l'anziano paziente era rimasto alcuni giorni tra sala covid e sala holding prima di essere trasferito nel reparto di nefrologia, dov'è avvenuto il decesso.
Nel mezzo, i familiari avevano cercato in ogni modo di avere informazioni sullo stato di salute del loro caro, ma l'unica telefonata l'hanno ricevuta per l'ultima drammatica notizia. Avevano lasciato anche un telefono cellulare nella speranza di poter effettuare una video chiamata, ma non ci sono riusciti, così come hanno constatato che il cambio d'abiti lasciato per il familiare non era stato utilizzato. E infine quando sono stati riconsegnati loro gli effetti personali, l'amara scoperta che mancavano collana e ciondoli d'oro.