Dopo aver occupato per due mesi il dibattito locale arriva ad uno snodo cruciale la vicenda del concorso Asl per l'assunzione a tempo indeterminato di assistenti amministrativi, conclusosi a gennaio. E divenuto subito oggetto di polemiche feroci per i nomi dei vincitori in larga parte legati a dirigenti e dipendenti della stessa azienda. Più volte è stato chiesto l'annullamento delle prove, ma domani potrebbe essere il Tribunale amministrativo a risolvere il problema. Infatti arriva all'esame del Tribunale il ricorso di un gruppo di candidati rappresentati dall'avvocato Giuseppe Nobile e con il quale si chiede «l'annullamento dell'esito della prova scritta e della relativa graduatoria del concorso pubblico per titoli ed esami per 70 posti di assistente amministrativo indetto in forma aggregata tra la Asl di Frosinone, la Asl di Latina e la Asl di Roma 3 con azienda capofila la Asl di Latina».

Sono stati chiamati in causa da soli e in solido l'Azienda sanitaria, rappresentata dall'avvocato Massimo Valleriani, nonché la Uoc Reclutamento e la Commissione esaminatrice. Il ricorso al Tar contesta una serie di illegittimità come alcuni elementi che avrebbero potuto rendere identificabile il candidato e la collocazione dei partecipanti al concorso, nonché la posizione, sempre di legittimità, di alcuni componenti della commissione d'esame. Nel frattempo anche la Regione si è mossa su questa storia con una sua istruttoria interna in base alla quale la direzione regionale del settore ha formalmente acquisito tutta la documentazione inerente il concorso. All'esito dell'istruttoria si potrà eventualmente arrivare a richiami verso coloro che hanno commesso violazioni dello statuto interno ma non direttamente all'annullamento del bando di concorso né delle prove. Sempre la Regione però ha anche invitato la Asl di Latina a revocare in autotutela il provvedimento di ammissione dalla prova scritta agli orali e relativa graduatoria ed esclusione dei candidati che non hanno raggiunto il punteggio minimo. Solo questa decisione potrebbe invalidare il concorso.

Oppure un annullamento da parte dei giudici amministrativi, che in ogni caso non ci sarà domani, poiché in questa udienza di decide la eventuale sospensione degli effetti della pubblicazione della graduatoria finale. Tutto questo non incide in alcun modo con l'inchiesta della Procura di Latina, che ha delegato la Guardia di Finanza ad acquisire gli atti del concorso e della graduatoria dell'esame scritto al fine di verificare se effettivamente ci sono legami di parentela e se ci sono state delle forzature o abusi nella valutazione, proprio in forza dei legami parentali che in alcuni casi riguardano in linea retta candidati e dipendenti dell'Ufficio reclutamento, ossia la sezione dell'Azienda che si è occupata direttamente del concorso. Nessuna delle azioni giudiziarie e ispettive in essere è in grado, allo stato di scalfire quel concorso e ciascuna viaggia su un binario parallelo e indipendente dall'altra, quindi si sta parlando di una storia che potrebbe ben restare uno scandalo per le parentele evidenti senza divenire niente altro. E l'esito del concorso potrebbe trasformarsi in settanta contratti. A meno che la stessa azienda non trovi effettivamente la forza e il coraggio di revocare tutto in autotutela, cosa consentita dalla legge, anzi consigliata quando un soggetto pubblico riconosce che ha sbagliato e che è meglio ricominciare tutto daccapo.