Il fatto
18.03.2021 - 09:33
Saranno tutti processati. Ieri pomeriggio il giudice per l'udienza preliminare Giorgia Castriota ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di dieci persone tra dirigenti e manager che nel corso degli anni hanno ricoperto dei ruoli di vertice di una banca.
I fatti contestati dagli inquirenti sarebbero avvenuti a partire dal 2010 con vari versamenti su conti correnti ordinari intestati alla società. La Procura e il pm Daria Monsurrò avevano contestato agli indagati anche l'aggravante di aver commesso il fatto nell'esercizio dell'attività bancaria. Ieri il pubblico ministero Claudio De Lazzaro ha chiesto il rinvio a giudizio mentre il collegio difensivo il non luogo a procedere nei confronti degli imputati e al termine della camera di consiglio il giudice ha disposto il processo: il via all'udienza il 19 gennaio del 2022 davanti al primo collegio penale. La parte offesa è assistita dall'avvocato Giorgi. Non è il primo caso di usura bancaria: in passato, proprio due anni fa, nel marzo del 2019 il Tribunale di Latina e sempre il giudice Castriota aveva emesso una tra le prime sentenze di condanna in Italia per usura bancaria. In quel caso sempre lo stesso imprenditore che ieri figurava come parte offesa e che doveva fronteggiare la crisi del 2007 , aveva chiesto un prestito di 900mila euro ad un'altra banca e aveva acceso due conti correnti. Il responsabile dell'area crediti di una banca (non quella del procedimento di ieri), non aveva impedito la concessione del finanziamento con un tasso superiore a quello consentito.
Agli atti di quell'inchiesta era finita anche una perizia disposta dalla Procura dove era emerso che: «La banca avesse applicato al contratto di finanziamento a tranche con scadenza a sei mesi interessi usurari maggiori al tasso soglia e ha evidenziato degli sforamenti più consistenti in virtù dell'adozione di un criterio di calcolo differente rispetto a quello previsto dalle istruzioni per la rilevazione del tasso soglia della Banca d'Italia».
In quel caso - come aveva sostenuto l' accusa - la somma di denaro era stata elargita in sei tranche con un tasso di interesse che superava la soglia di attenzione per la categoria di operazioni previste in questi casi. Per questo procedimento non è stato ancora fissato l'Appello. Ieri alla lettura del dispositivo era presente la parte offesa che aveva presentato una dettagliata denuncia in Procura e dove ai magistrati aveva chiesto l'esercizio dell'azione penale.
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