La situazione
04.04.2021 - 10:39
L'impennata di Pasqua. Il Sars-Cov-2 torna a far registrare numeri di rilievo in provincia dove ha sfiorato i duecento casi giornalieri, messo nel conto un altro decesso e aumentato, se possibile, la pressione sull'ospedale Santa Maria Goretti di Latina con altri ricoveri. Il quadro dettagliato della vigilia? Si è materializzato nel primo pomeriggio, quando la Asl pontina ha diffuso il consueto bollettino quotidiano: 194 contagi, una vittima (un paziente residente a Sonnino), oltre 20 prese in carico al Pronto soccorso, 1.569 vaccinazioni e 58 guarigioni. Tutto nelle ultime 24 ore. Ultime 24 ore in cui sono stati effettuati oltre un migliaio i tamponi molecolari. Tornando al Goretti, al momento la terapia intensiva del reparto di Rianimazione vede otto pazienti presenti dei quali sette intubati.
Uno scenario poco allegro e nel quale si è aggiunta, come se non bastasse la variante inglese del Covid-19 che è ormai la causa dell'80% dei casi positivi territoriali per via della sua capacità di propagazione, anche la mutazione brasiliana che, come noto, l'Azienda sanitaria locale ha individuato a Fondi nelle scorse ore costringendo, la stessa Asl, a mettere ulteriormente sotto la lente la città della Piana che già a marzo era salita alla ribalta delle cronache per un aumento considerevole dei contagi al pari di qualche altro centro della provincia (ad esempio Cisterna, Pontinia e Formia). La variante sudamericana P1 (ceppo B11281) è infatti considerata quella realmente più pericolosa perché viene associata ad una maggiore mortalità, in particolare nella fascia della popolazione tra i 20 e i 49 anni.
Allargando il discorso a livello regionale, ieri l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato ha sottolineato: «Su oltre 16mila tamponi nel Lazio e oltre 23mila antigenici per un totale di oltre 39mila test, si sono registrati 1.631 casi positivi. Ventisette i decessi e 793 i guariti. In questa fase - ha aggiunto D'Amato -, diminuiscono i casi e i decessi, mentre aumentano i ricoveri e le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 10%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale è al 4%».
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