Il fatto
27.05.2021 - 10:30
Le strade dei due principali indagati dell'inchiesta sui concorsi Asl si dividono da quelle degli altri coinvolti nell'inchiesta, di sicuro vanno in direzione opposta i sei candidati del concorso per funzionario amministrativo che si è tenuto ad ottobre.
Per fare cosa?
E' da escludere che vogliano «collaborare» con il sostituto procuratore che ha seguito le indagini, Valerio De Luca, perché in tal caso dovrebbero perlomeno rivelare i nomi dei loro padrini, ossia di chi ha ordinato al Presidente di Commissione Claudio Rainone di chiamare taluni candidati anziché altri. E per quale ragione. C'è una terza via: alcuni candidati sarebbero pronti a disconoscere del tutto legami amicali, diretti o per interposta persona, con Rainone al fine di attribuire il valore di quelle telefonate a libera iniziativa dello stesso Rainone senza che alcuno glielo abbia chiesto, men che meno, ovviamente, i raccomandati, i quali si sarebbero limitati a rispondere al telefono e ad ascoltare.
Insomma era capitata loro quella «fortuna», perché dire di no?
Uno solo tra i «raccomandati» ha sfiorato l'argomento anche se in modo del tutto asettico: Giuseppe Tomao, oramai ex Presidente del consiglio comunale di Minturno in quota Pd.
Nella sua nota relativa alle dimissioni ha detto che spera di poter fare presto chiarezza su tutto.
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