Il caso
10.06.2021 - 09:30
Il cold case è stato riaperto. Sembrava un rebus senza risposta poi la sorpresa. Era stato il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario a disporre l'imputazione coatta per due imputati: Augusto Casconi e Gaspare Caraffi, il fratello e il cognato di Arrigo Casconi, 62 anni, ex maresciallo dell'Aeronautica Militare che sembrava svanito nel nulla. Erano state ritrovate le ossa, era questa l'unica inquietante traccia investigativa. Secondo gli inquirenti si è trattato di un omicidio e questa mattina alle 9,30 davanti al gup Mario La Rosa si svolgerà l'udienza. I due imputati sono difesi dagli avvocati Angelo Palmieri, Sinuhe Luccone e Angelo Pincivero. «Per conseguire l'impunità distruggevano e sopprimevano il cadavere sottoposto a trattamenti chimici devastanti», è uno dei passaggi nel capo di imputazione, firmato dal pubblico ministero Giuseppe Miliano.
Gli accertamenti dei carabinieri avevano portato a ricostruire le ultime ore di vita di Casconi scomparso il 24 giugno del 2015: pochi giorni dopo in un terreno a Roccasecca erano state ritrovate delle ossa a e in seguito a degli esami di laboratorio era arrivata la scoperta: appartenevano all'ex militare che aveva fatto perdere le tracce. Le indagini erano state in ogni direzione ma non erano emersi spunti rilevanti per individuare una pista e risalire ai presunti responsabili. Un anno fa il colpo di scena con l'imputazione coatta del gip per i due uomini che in un primo momento erano stati indagati a piede libero e nei cui confronti il pm non aveva ravvisato i margini per andare a processo, nonostante perizie, intercettazioni telefoniche e ambientali, gli inquirenti non avevano mai trovato indizi schiaccianti.
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