Il fatto
01.07.2021 - 12:00
Parte il progetto per il recupero del carcere di Santo Stefano. Ieri mattina Silvia Costa, Commissaria Straordinaria di Governo insieme a Daniele Leodori, Vicepresidente Regione Lazio, Francesco Carta, Assessore delegato e a Invitalia, Soggetto Attuatore del Contratto Istituzionale di Sviluppo, hanno annunciato la pubblicazione del Concorso internazionale di progettazione per l'ex carcere borbonico nell'isola di Santo Stefano di Ventotene, alla presenza della Giunta e del Consiglio comunale di Ventotene.
Il Concorso è volto a garantire la massima partecipazione. Potranno concorrere tutti i soggetti in possesso dei soli requisiti professionali, mentre i requisiti economici e finanziari saranno richiesti solo in caso di un eventuale affidamento dei successivi livelli progettuali (definitivo e esecutivo) e potranno essere posseduti dal Vincitore, che comunque manterrà il ruolo di Mandatario, ampliando il raggruppamento iniziale o costituendo un nuovo raggruppamento. Poiché l'obiettivo è garantire la qualità degli interventi, non è previsto un ribasso sull'importo totale dei lavori: i concorrenti sono invitati a sviluppare la propria proposta progettuale impiegando interamente la dotazione economica disponibile.
Grande rilevanza è data all'offerta tecnica rispetto all'offerta economica. I criteri di valutazione sono orientati a premiare, tra l'altro, la coerenza della proposta progettuale con lo Studio di Fattibilità, la qualità estetica e funzionale della progettazione architettonica degli spazi interni ed esterni, l'accessibilità e fruibilità alle persone con disabilità, i criteri di restauro, la qualità tecnologica delle soluzioni proposte, la valorizzazione delle eccellenze, tradizioni e competenze del territorio di riferimento, la capacità di riconnettere il Capitale Culturale rappresentato dal Complesso monumentale con il Capitale naturale rappresentato dagli ecosistemi naturali e antropici.
Viene richiesta particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, all'utilizzo di materiali e tecnologie sostenibili, all'economia circolare, delle emissioni di CO2, dei rifiuti, dell'inquinamento acustico e luminoso e alla conservazione e tutela della biodiversità. Sarà premiata l'individuazione di soluzioni per la raccolta, utilizzo e riciclo delle acque piovane attraverso lo scrupoloso recupero dell'antico sistema di cisterne sotterranee, insieme all'utilizzo di fonti di energia rinnovabili, e al contenimento dei consumi energetici e idrici.
Al gruppo di progettazione sono richieste competenze nel campo del restauro, della progettazione architettonica, paesaggistica, museografica, digitale, oltre che ingegneristica in tutti i suoi aspetti strutturali, geotecnici e impiantistici che dovrà essere integrato da restauratori, archeologi, storici dell'arte, antropologi, ornitologi, biologi marini, agronomi, botanici e tecnici abilitati a sottoscrivere le varie istanze autorizzative del Progetto. I concorrenti dovranno anche specificare come intendono organizzare il previsto percorso di progettazione partecipata con la comunità locale (cittadini, associazioni, imprenditori, studiosi, ricercatori, amministratori) e come garantiranno all'interno del gruppo di progettazione un adeguato coinvolgimento di donne e giovani professionisti.
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