Il fatto
11.07.2021 - 12:31
E' proprio ciò che non si deve fare. Accettare quell'ultimo incontro chiarificatore. Soprattutto se a chiederlo è qualcuno che ha già dato prova di essere violento. Se alla violenza si aggiunge anche un disturbo narcisista - spiegano gli esperti in criminologia - spesso il mix rappresenta un pericolo concreto. L'abbandono, la perdita di controllo sull'altra, o l'altro, spesso diventano insopportabili ed ecco che quell'ultimo incontro, l'ultima occasione per spiegarsi, diventa a volte davvero l'ultima. Le cronache sono purtroppo costellate di episodi del genere. E purtroppo quell'ultima occasione che una giovane donna di Aprilia ha voluto concedere all'ex, le è costata una violenza sessuale.
Come spesso accade, lui di fronte a quel rifiuto ha reagito nel peggiore dei modi. Non poteva accettare la fine della relazione e avrebbe iniziato a molestarla e a renderle la vita impossibile per alcuni mesi. Continue vessazioni, comportamenti da vero e proprio stalker. Il tutto accompagnato da un'unica richiesta: quella di vedersi per un'ultima volta. Per chiarire.
La trappola era scattata. La donna ha deciso di accettare. I due si sono quindi visti.
Gli esperti concordano nel dire che spesso, in molti casi di cronaca, l'omicida o il violentatore arriva a quell'ultimo incontro con la maturata intenzione di far del male. Forse anche il 25enne aveva già deciso di "punire" la ex compagna per il suo rifiuto a tornare insieme. E forse a sua volta, lei aveva intenzione di "spiegare" a lui i motivi per cui non voleva più portare avanti quel rapporto. Le spie di allarme, i comportamenti vessatori e le molestie degli ultimi giorni non l'hanno però fatta desistere.
Dopo la violenza la vittima ha chiesto aiuto ai carabinieri. E' così che nelle scorse ore i militari del Comando Stazione di Aprilia, in collaborazione con i colleghi del Nucleo radiomobile della Compagnia di Velletri, hanno raggiunto il 25enne a Lanuvio, dove vive, e lo hanno tratto in arresto con le accuse di atti persecutori e violenza sessuale. Trasferito nelle camere di sicurezza della Caserma di via Tiberio, il giovane attenderà che l'autorità giudiziaria indichi la casa circondariale a cui sarà associato nelle prossime ore.
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