Appello dei parroci, i candidati sindaco Forte e Calandrini rispondono: "Valori condivisibili"
06.05.2016 - 15:42
Iniziano a arrivare le risposte dei candidati a sindaco, ma anche di qualche candidato consigliere, alla lettera aperta inviata ieri dai parrici della diocesi di Latina relativa agli impegni per le elezioni amministrative che sono alle porte. I parroci hanno soprattutto puntato l'attenzione sui temi della solidarietà e dei valori cattolici.
Il candidato sindaco del Partito democratico Enrico Forte ha commentato così la missiva: "Accolgo con gratitudine la lettera aperta che i parroci e i viceparroci della Forania di Latina hanno indirizzato ai candidati alle prossime elezioni amministrative. Sono grato perché ritengo che la Chiesa sia un interlocutore ineludibile per la politica la quale, in nome di una sana laicità, non può, pregiudizialmente, escludere dal dialogo civico e civile quanti operano in favore dell'Uomo e della Città. Nella nota si richiamano tre disposizioni interiori, tre «passioni», quali caratteristiche richieste ai prossimi amministratori di Latina: una grande passione per la città; una grande passione per la legalità; una grande passione per l'impegno comune per le cause comuni. Ne aggiungo una quarta che, a mio parere, ingloba le altre: una grande passione politica, «arte nobile e difficile», e non «per» la politica.
Questo il commento del candidato sindaco del centrodestra Nicola Calandrini: "Ho molto apprezzato la lettera dei parroci di Latina che per i temi trattati è molto vicina ai miei obiettivi di programma, e di governo se sarò eletto sindaco, ma anche ai valori tradizionali del centrodestra. La grande passione per la città che i parroci ci chiedono di avere è la stessa che ho sempre avuto. Lo dimostrano i primi punti del mio programma: il decoro urbano, il verde pubblico, la sicurezza per i cittadini, l'attenzione alle fasce più deboli, lo sviluppo economico con il turismo al primo punto, e la legalità. Ritengo che questa lettera possa essere il primo atto di collaborazione e confronto continuo con i parroci, che sono a tutti gli effetti dei referenti sul territorio, nei quartieri e nei borghi. Il dialogo può essere costruttivo e importante per unire le periferie alla città, senza che nessuno debba sentirsi escluso. Del resto i parroci si prendono cura delle anime e i sindaci dei cittadini, quindi è un lavoro che possiamo fare insieme”.
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