Quale fosse l'obiettivo inseguito da Roberto Ciarelli, imponendosi con ferocia tra i locali della zona pub, emerge chiaramente da un episodio descritto dal collaboratore di giustizia Maurizio Zuppardo che riguarda un locale notturno situato poco distante dal quartiere della movida in centro. Il pentito, che aveva rapporti con i Ciarelli, in occasione di un interrogatorio ha dichiarato di avere subito un'estorsione proprio da Roberto, spalleggiato da Matteo Ciaravino, suo complice anche in altre occasioni, come il pestaggio del vigilante nel market dove cinque anni fa faceva la spesa senza pagare. «...hanno messo sotto strozzo il titolare di un pub che sta a Latina - ha dichiarato il collaboratore durante un interrogatorio del 16 aprile 2021 parlando appunto dei due giovani - Loro danno protezione a questo soggetto e in cambio mangiano gratis e prendono soldi per la protezione... Ricordo che io vendetti una tenda al titolare di questo locale, poi la tenda subì un danno e fui chiamato. Intervennero Roberto Ciarelli e Matteo Ciaravino che mi dissero che non dovevo fare pagare i lavori della riparazione perché loro fornivano la protezione e io in effetti non mi sono fatto pagare...».

Insomma, l'atteggiamento da duro registrato nei locali della zona pub, uno in via Battisti e l'altro in via Neghelli stando alle denunce presentate, doveva servire a Roberto Ciarelli per portare gli esercenti allo stremo, costringerli a chiedergli la protezione che per lui voleva dire incassare soldi e trattamenti di favore. Emerge chiaramente da ciò che racconta ancora Zuppardo in merito a quell'episodio: «Il proprietario del pub con riguardo alle tende mi disse che io avevo fatto i lavori di riparazione alle tende grazie all'intervento di Ciarelli Roberto. Io risposi che se ml avesse pagato normalmente il lavoro lo avrei fatto lo stesso, ma lui replicò che preferiva pagare Roberto Ciarelli che me». Insomma, presa per buona la dichiarazione di Zuppardo, l'esercente viveva quel contesto nella piena consapevolezza dei benefici assicurati dalla protezione. E un riscontro, alle dichiarazioni del pentito, nel corso dell'indagine è arrivato attraverso i contatti telefonici tra il giovane imprenditore e lo stesso Roberto Ciarelli: non solo, secondo gli inquirenti, è desumibile la protezione dal tenore delle telefonate, ma in in un caso i due si erano sentiti in occasione di una rissa. Appare chiaro come l'esercente fosse infastidito dall'episodio e Ciarelli lo aveva rassicurato: «Comunque ti risolvo subito sta pratica».

Oltretutto il rapporto di protezione poteva assicurare anche altri tipi di favori, come precisa Zuppardo: «Sia il proprietario del pub che Roberto Ciarelli mi dissero che Ciarelli e Ciaravino gli davano la protezione. Poi il titolare del pub assunse presso il pub Matteo Ciaravino per consentirgli di dimostrare all'autorità giudiziaria di svolgere un'attività lavorativa».