Non ci sono i margini per andare a processo. Se da un lato il pm Simona Gentile ha chiesto l'archiviazione, i familiari di Annie Morales Portales, 36 anni, morta per un'emorragia dopo aver dato alla luce il figlio al Santa Maria Goretti, hanno presentato un'opposizione all'archiviazione. Chiedono un supplemento investigativo cercando di sconfessare la prospettazione dei consulenti del magistrato inquirente. In base all'elaborato peritale depositato in Procura, i consulenti del pm hanno escluso la responsabilità di colpa professionale rilevante per chi ha avuto in cura la paziente. E sulla scorta della conclusione a cui sono arrivati, il pm ha chiesto al gip l'archiviazione del procedimento aperto contro ignoti.

E' stata una morte naturale e il comportamento dei medici e degli infermieri è stato corretto, ha sostenuto la Procura. L'avvocato Vincenzo Cortellessa che assiste i familiari della donna, non ha condiviso le conclusioni e alla luce della relazione del medico legale di parte Augusto Canali ha presentato l'opposizione. Sono diversi i punti da chiarire - sostiene il legale - e devono essere analizzati. I fatti contestati sono avvenuti il 21 settembre del 2021 quando la donna di origine cubana, residente a Latina, viene ricoverata per un momento tanto atteso: la nascita del figlio, la paziente è sana, non ha alcuna patologia grave, viene sottoposta ad un parto cesareo programmato poi alla fine dell'intervento, iniziato alle 9,30 e terminato alle 14, Annie viene trasferita in condizioni già delicate e a causa di uno choc emorragico in sala operatoria, viene sottoposta ad altri interventi, fino a quando non muore alle 21,26 del 24 settembre. E' un dramma: il piccolo appena nato non conoscerà mai la madre, il padre del bambino è sconvolto e presenta una denuncia ai Carabinieri del Comando Provinciale di Latina. A quel punto il pm apre un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti affidando l'incarico al medico legale Saverio Potenza che insieme ad un ginecologo Francesco Sesti esegue una serie di esami medici per risalire alle cause della morte. I consulenti tecnici escludono responsabilità penali del personale che ha avuto in cura la donna. Nella richiesta presentata i familiari chiedono al gip l'imputazione coatta nei confronti di chi si è occupato del parto cesareo e di chi è intervenuto per tamponare l'emorragia, puntando in sub ordine anche su una consulenza tecnica da disporre al pm per accertare una serie di elementi. A causa di un problema alla placenta, era stato deciso di anticipare l'intervento ma dopo che è nato il piccolo Stefano, il quadro clinico è diventato sempre più drammatico fino alla morte della donna. E' questo quello che è successo un anno fa. I parenti di Annie vogliono che venga fatta piena luce su alcuni punti non del tutto chiariti definitivamente, a partire dalla causa della morte, quella di una lesione alle arterie uterine secondo quanto ribadisce il consulente della parte offesa. La parola al gip che dovrà valutare tutto e decidere.