Il fatto
02.09.2022 - 10:00
Una condanna unanime. Mentre i carabinieri indagano per ricostruire l'aggressione di matrice omofoba e risalire agli autori, la comunità e le istituzioni hanno mostrato vicinanza e sostegno a Matteo (il nome di fantasia che abbiamo utilizzato nell'edizione di ieri per raccontare quanto accaduto). Matteo in realtà è una ragazza di 17 anni che circa dodici mesi fa ha intrapreso un percorso che l'ha portata a riconoscersi in un ragazzo. Questo suo percorso sarebbe alla base dell'aggressione verbale e poi fisica (finita con un sasso sul volto del minorenne) da parte di due ragazzi avvenuto nella zona dell'istituto superiore Darby. L'attività di indagine delle forze dell'ordine prosegue senza sosta con il massimo riserbo. Le informazioni fornite dalla vittima potrebbero portare presto gli inquirenti ad individuare i due ragazzi autori dell'aggressione che rischiano l'accusa di aggressione e lesioni aggravate dall'odio e dalla discriminazione sessuale.
Un fatto condannato fin dalle prime ore dall'amministrazione comunale di Cisterna. E in via Zanella c'è chi è già pronto a proporre la costituzione di parte civile in un eventuale e futuro procedimento nei confronti degli aggressori. A dichiararlo è stata la vice sindaco e delegata LGBT Maria Innamorato in un lungo post di cui riportiamo alcuni estratti: «Sono sdegnata e nel contempo dispiaciuta. Ho già espresso personalmente la mia solidarietà alla vittima e alla sua famiglia. Noi non ci fermeremo alle sole parole! Siamo intenzionati ad andare avanti sul tema dei diritti, siamo il primo comune del Lazio ad aver istituito questa apposita delega perché sapevamo bene quanto il tema fosse importante in un contesto come Cisterna e su questo tema lavoriamo ogni giorno. Saremo accanto a questo coraggioso ragazzo fino in fondo: proporrò la costituzione del comune come parte civile».
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