Da ieri sera in tre Comuni del sud pontino è entrato in vigore il divieto di uso potabile dell'acqua che arriva dai rubinetti della rete pubblica. Il primo ad emettere l'ordinanza con divieti dovuti alla torbidità è stato il sindaco di Spigno Saturnia, che ospita una delle fonti più importanti della provincia, Capodacqua appunto. Subito dopo sono state pubblicate quelle dei sindaci di Minturno e Formia.
Ieri pomeriggio Acqualatina ha pubblicato sul suo sito la mappa della dislocazione delle autobotti sostitutive del servizio. Pertanto da questa mattina le autobotti saranno disponibili in piazza Antonio Ricca, piazzale delle case popolari, via dei Frassini, piazza Sant'Andrea, Parcheggio antistante le scuole di Gianola, piazzale largo Paone, piazza Sant'Erasmo, via Spaventola, via Palazzo, piazza Mattei. A Minturno in piazza Castello, piazza fratelli Pimpinella, frazione di Tufo. A Spigno Saturnia nello spazio sul retro del Comune, nei pressi del ristorante Fornacella, in piazza Municipio.
Le ordinanze di divieto sono state firmate dai tre sindaci all'esito delle analisi effettuate nella giornata di ieri dalla società di gestione ma i provvedimenti erano nell'aria, viste le piogge degli ultimi giorni che hanno intaccato la funzionalità temporanea delle sorgenti di Capodacqua e Mazzoccolo. Sono oltre 60mila le persone interessate più o meno direttamente dai divieti. Come riporta l'ordinanza del sindaco Gianluca Taddeo il gestore idrico ha trasmesso «i valori di torbidità riscontrati in data 27.09.2022 presso la sorgente Mazzoccolo a seguito di rilievi eseguiti presso le captazioni e i relativi Comuni serviti». In specie i prelievi sono stati eseguiti sulla strada provinciale di Penitro, in via Sant'Erasmo, a Vindicio e nel quartiere San Pietro. Di fatto la torbidità riguarda tutta la città di Formia. Sempre Acqualatina, con la nota inerente le analisi, ha fatto riferimento al protocollo operativo della Asl di Latina in base al quale «sono considerati conformi, ai fini della potabilità dell'acqua, i valori di torbidità pari o minori di 2,0 Ntu». Di qui la necessità, con le analisi ottenute ieri mattina, «di adottare in via cautelativa provvedimenti a tutela della salute pubblica, preso atto che i valori di torbidità accertati presso i siti di prelievo presenti sul territorio comunale risultano superiori ai limiti tollerati». Dunque fino a quando resterà lo stato attuale della torbidità è fatto «divieto dell'uso dell'acqua a scopo potabile, in particolare dell'utilizzo della stessa quale bevanda e per la preparazione di cibi, a causa della non conformità ai parametri prescritti dalla normativa vigente». Prima di poter nuovamente utilizzare l'acqua del servizio idrico pubblico per scopi alimentari bisognerà attendere una nuova ordinanza dei sindaci che, a sua volta, potrà essere firmata solo dopo nuove analisi del gestore del servizio. Fino ad allora l'approvvigionamento avverrà tramite la distribuzione nei punti fissi dove sostano le autobotti. Le ordinanze dei sindaci sono state trasmesse anche alla Asl e alla Prefettura.