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Cronaca

Scandalo stazione a Gaeta, chiesto il giudizio per 13 imputati

Coinvolti l'ex sindaco Cosmo Mitrano, oggi consigliere regionale, e il vicepresidente del Consid

Scandalo stazione a Gaeta, chiesto il giudizio per 13 imputati

Il pasticciaccio brutto della stazione di Gaeta è stato possibile grazie ad una serie di reati che ora la Procura di Cassino contesta a 13 imputati, tra cui l'ex sindaco, oggi consigliere regionale di Forza Italia e l'attuale vicepresidente del Consorzio Industriale anch'egli di Forza Italia, più una serie di tecnici, politico, assessori, dirigenti dei due enti. I pm Chiara D'Orefice e Alfredo Mattei contestano una serie di reati afferenti la vendita del piazzale e dell'immobile del vecchi scalo nonché la lottizzazione abusiva consentita dalla variante approvata nella giunta Mitrano. la richiesta di rinvio a giudizio per tutti, a vario titolo, verrà esaminata dal gup il prossimo 9 novembre e per quella data è attesa la costituzione delle parti offese, ossia Comune e Consorzio in primis. Le fasi che sono alla base dell'indagine sono tre. La prima riguarda la procedura di vendita del piazzale e nella quale sono coinvolti Salvatore Forte, all'epoca dei fatti presidente del consorzio e oggi vice, Giovanni Paolo Scalesse, Antimo Merenna, Vincenzo Zottola, Edoardo Pansini e Fabrizia Conte, gli ultimi due nella qualità di responsabili della società «Cavour Immobiliare srl» e acquirenti il piazzale originariamente asservito alla realizzazione dello scalo della metropolitana Formia-Gaeta. 

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