Il caso
15.03.2026 - 22:00
Consiglio comunale sfiancante quello di ieri a Formia, durato quasi nove ore ma, in qualche modo, era inevitabile vista la mole di punti all’ordine del giorno, alcuni dei quali molto delicati. Tra i passaggi più delicati quello sul bilancio, alla fine approvato a maggioranza ma con tantissime critiche dell’opposizione che hanno sottolineato come la spina dorsale del maggiore documento economico e finanziario sia rappresentata «di fatto solo dal Pnrr e pochissime entrate aggiuntive».
Ma il nucleo centrale della discussione è stato un altro è stato certamente il trasferimento del servizio della sosta a pagamento dalla gestione di terzi in appalto a quella in house di Formia Rifiuti Zero. Una modifica passata praticamente all’unanimità )astensione della consigliera Paola Villa). Per Luca Magliozzi (Pd) «la gestione pubblica dei servizi comunali è sempre stata anche un punto del nostro programma, tuttavia restano nodi rilevantissimi sul piano amministrativo in quanto si è arrivati troppo tardi con la procedura di passaggio del servizio e ora si ipotizza addirittura una terza proroga alla K-city».
Il contratto attuale (in proroga) con la società esterna scade il 30 marzo ma è già sicuro che non si riuscirà a trasferire il servizio e il personale a Frz entro quel termine. Una eventuale interruzione sarebbe estremamente dannosa, visto l’incasso garantito pari a circa 40mila euro al mese. In un intervento della consigliera Imma Arnone è stato sollevato anche il nodo della tutela dei lavoratori per i quali non è prevista alcuna progressione per i prossimi dieci anni.
Il consiglio comunale ha anche votato la sanatoria dei cinque appartamenti di via Giorgio La Pira confiscati alla famiglia Bardellino; le difformità urbanistiche sono emerse durante il sopralluogo di marzo 2025 finalizzato a dare attuazione alla consegna degli immobili alla sezione navale della Guardia di Finanza. Voto favorevole dell’aula, a parte quello della consigliera Villa che ha sollevato eccezioni circa la «contaminazione» della sanatoria agli altri tre appartamenti dello stesso complesso tuttora abitati dai Bardellino e sui quali, solo poche settimane fa, è stata rigettata la domanda di concessione in sanatoria, contro cui si potrà presentare ricorso al Tar.
L’assise sempre ieri ha dovuto analizzare e votare su un lunghissimo elenco di debiti fuori bilancio legati a sentenze non eseguite e o sulle quali era saltata la difesa. Infine non sono mancate le polemiche (anche queste prevedibili) sui chiarimenti mancati circa l’acquisizione del teatro Remigio Paone e la relativa trattativa con ex Ipab, nonché sulle sorti del centro diurno pubblico che avrebbe dovuto essere operativo da marzo 2025, dopo la fine del rapporto di convenzione con i centri diurni privati, risalente ormai a novembre 2024, vicenda sulla quale è tuttora in essere l’indagine amministrativa interna sui cinque anni precedenti il novembre del 2024.
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