Il caso
15.10.2024 - 10:30
È destinata ad avere ancora ripercussioni pesanti la vicenda che dieci giorni fa ha riguardato una bambina che frequenta una delle sezioni di scuola dell’infanzia di via Quarto. La piccola alunna era riuscita ad allontanarsi dall’asilo senza che nessuno tra il personale in servizio, sia educatrici che collaboratori scolastici, si accorgesse dei suoi movimenti. Prima che le potesse succedere qualcosa, era stata fortunatamente trovata dalla nonna di un bambino, che frequenta la stessa scuola, e riportata in aula. La dirigente scolastica Roberta Venditti si era subito attivata per accertare le responsabilità e dopo una verifica interna, nei giorni scorsi, aveva sospeso le due educatrici presenti in classe, contestando l’omessa vigilanza della minore. Ma l’ufficio scolastico ha ritenuto di doverle reintegrare, con un provvedimento a sorpresa che ha riportato le maestre al loro posto in classe già nella giornata di ieri.
Indignati i genitori dei bambini, per nulla disposti a rischiare altri episodi di negligenza sulle spalle dei loro figli: alle 10.30 di ieri cinque genitori sono andati a ritirare i bambini da scuola, alla spicciolata poi anche altri, e da oggi molti di loro non hanno intenzione di far loro varcare la soglia dell’asilo preparandosi a una piccola protesta. Già poche ore dopo il fatto, le famiglie avevano inviato una comunicazione formale di classe all’istituto, per segnalare l’accaduto e chiedere che venisse sostituita l’educatrice che non aveva vigilato impedendo l’allontanamento della bambina. Sembra che non fosse la prima volta che una delle due educatrici contestate fosse coinvolta in fatti del genere e che, in particolare, le fosse capitato un caso analogo in un altro istituto. Le famiglie non si spiegano come si sia fatto dietrofront dall’ufficio scolastico sul provvedimento di sospensione delle maestre, un fatto dovuto in considerazione dell’omessa vigilanza all’interno di un servizio educativo, aggravata dalla giovane età della bambina che aveva meno di tre anni.
Secondo diverse sentenze che ormai fanno parte della giurisprudenza l’obbligo di vigilanza sugli allievi per tutto il tempo in cui sono affidati alle maestre si estende infatti dal momento del loro ingresso nei locali della scuola a quello della loro uscita comprendendo il periodo destinato alla ricreazione con la precisazione che l’obbligo assume contenuti diversi in rapporto al grado di maturità degli allievi. Le famiglie sono sul piede di guerra e non escludono di ricorrere alle vie legali, ma nel frattempo non vogliono rischiare ancora: un bel problema per la scuola che, se la situazione non sarà chiarita, si trova con una sezione potenzialmente senza bambini.
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